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Mantova, oltre mille cattedre vuote nelle scuole

Avvio segnato dai ritardi nelle assunzioni dei docenti. Mancano ancora cinquecento insegnanti di sostegno.  Secondo Flc Cgil solo a fine mese saranno completati tutti gli organici

MANTOVA. Sono più di mille le cattedre ancora da assegnare nelle scuole mantovane. Anche nell’anno scolastico che segna il ritorno nelle aule reali dopo il lungo periodo di lockdown con lezioni a domicilio online, i vecchi ritardi accumulati dalla macchina delle immissioni di insegnanti nelle scuole si confermano. Secondo le stime della Flc Cgil, la situazione sarà normalizzata soltanto alla fine di settembre. Balza all’occhio che dei quasi 1.200 posti ancora da coprire con supplenze annuali, cinquecento sono relativi agli insegnanti di sostegno, vale a dire docenti che vengono assegnati alle classi con studenti disabili.

«Ancora una volta dobbiamo constatare che le scuole debbono iniziare l’anno con gli organici non completi – dice il segretario provinciale di Flc, Pasquale Andreozzi – ma quest’anno si poteva evitare questo problema. Assieme a Cisl, Uil e Snals, abbiamo iniziato a sollevare il problema mesi fa a livello nazionale, ma purtroppo non siamo stati ascoltati. Ovviamente stiamo collaborando con l’amministrazione scolastica per risolvere velocemente queste operazioni e ringrazio il dirigente Daniele Zani per aver sottolineato, sulla Gazzetta di Mantova, il contributo che i sindacati stanno dando».


I ritardi nella formazione degli organici di fatto hanno conseguenze nell’organizzazione degli istituti: orari solo provvisori e difficoltà nella suddivisione delle classi in funzione anti -Covid sono le principali. Ma i problemi maggiori sono per i destinatari del servizio, vale a dire gli studenti, buona parte dei quali ha iniziato l’anno scolastico senza una parte degli insegnanti.



«Le convocazioni proseguiranno per tutta la settimana» informa Andreozzi. Vediamo qualche numero.

Nelle scuole mantovane devono ancora venir assegnati 135 cattedre alle primarie (le elementari), 250 alle medie e oltre 300 alle superiori. C’è poi il capitolo sostegno, con la cronica carenza di insegnanti specializzati. I posti da assegnare sono 72 nelle scuole dell’infanzia (le materne), 150 nelle primarie, 161 nelle medie e 118 negli istituti superiori. Per ovviare all’insufficiente numero di docenti specializzati, buona parte dei posti di sostegno verranno assegnati come tutti gli anni a volonterosi insegnanti che non hanno seguito gli appositi e costosi corsi.

Il problema cattedre vuote è nazionale. Basta pensare che nelle scuole lombarde ci sono circa 15mila posti ancora da assegnare.

«Il dato di fatto – dice allargando le braccia Andreozzi – è che a rimetterci saranno in particolare i ragazzi con maggiori difficoltà».

Tenendo conto che una delle controindicazioni della lunga parentesi della didattica a distanza, come segnalato da presidi e docenti, è stato il rischio di aumentare il divario tra studenti con profitto normale o buono e i loro compagni con maggiori difficoltà, si capisce che l’allarme lanciato da Andreozzi riguarda un problema serio.

Le scuole non possono ancora contare sul personale aggiuntivo Covid. Oggi dovrebbe essere resa nota la quantità di personale assegnata al Mantovano. Le previsioni parlano, grosso modo, di 300 collaboratori (i bidelli), 300 insegnanti di primarie e un centinaio per medie e superiori. 

 

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