L’addio alla maestra 40enne della Strozzi di Mantova: «Ha fatto fiorire la vita Da lei ricordi felici»

Chiesa del Gradaro piena per il funerale della quarantenne. Il prete confessa lo smarrimento: «Il dolore chiude il cuore»

MANTOVA. Era piena la chiesa del Gradaro nel primo pomeriggio di ieri. Piena di familiari, amici, colleghi arrivati a salutare per l’ultima volta Silvia Carrara. Donna, mamma, maestra. Una vita strappata all’amore del compagno Manuel e della figlia Camilla, dieci anni, attorno ai quali si è stretto l’affetto di tanta gente. A distanza di sicurezza ma vicini con l’intensità di un abbraccio oggi negato.

«Ci siamo riuniti in chiesa con il cuore gonfio di tristezza. È difficilissimo trovare le parole adatte, che possano portare conforto e speranza – ammette il parroco del Gradaro, don Andrea Ferraroni – conta di più un abbraccio, per quel che si può, in questi tempi. Oggi la parola di Dio ci ha suggerito la semplice immagine del seme, utilizzata per indicare la trasformazione dei nostri corpi: da mortali e corruttibili a immortali, belli e forti. Come sappiamo, la campagna d’inverno non è tanto bella. La terra è scura, bagnata, spesso c’è nebbia e non c’è luce. È il tempo dell’attesa, della trasformazione, e il contadino sa che oltre ciò che vede, c’è una vita che sta germogliando sottoterra, che si sta preparando».



È difficilissimo trovare le parole che possano curare un dolore così feroce da chiudere il cuore: «Mi avete descritto Silvia come una donna che ha fatto fiorire la vita attorno a sé, col suo amore e col suo sorriso – scandisce don Andrea – e come un seme buono, questa vita non va perduta: l’amore di Dio è un giardino che fa germogliare il seme e lo trasforma in qualcosa di meraviglioso».

Aveva solo 40 anni. «Chiudo gli occhi e ci vedo bambine, nel cortile della scuola o vedo i momenti passati ad aspettarti, mentre sceglievi il vestito – racconta una delle più care amiche di Silvia, in una lettera a lei dedicata – volevi essere sempre impeccabile, ma non ne avevi bisogno, Silvia, eri già bellissima. Splendevi di una grande luce interiore, quella voglia di vivere, viaggiare, scoprire ed esplorare. Sei stata coraggiosa, tenace, e sorridente fino all’ultimo giorno perché, come hai detto, volevi lasciare solo ricordi felici di te. Tu sarai sempre con noi, così noi ci saremo sempre e ci stringeremo ancora più forte accanto alle persone che tu hai amato».


 

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