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Mantova, le regole Ats per lo sport: a lezione gli amatori Uisp

Via al progetto "Torniamo in campo": darà anche supporto psicologico ai dirigenti. Tra i relatori compare l’infettivologa Balotta: ha isolato il ceppo italiano del virus

Ni.Co.
2 minuti di lettura

MANTOVA. Un corso per superare i timori di scendere in campo. I runner che affollavano lungolaghi e parchi pubblici all’epoca del lockdown, ci hanno trasmesso un’immagine in parte fuorviante del rapporto tra attività sportiva amatoriale e pandemia.

In realtà la pandemia ha congelato le attività di innumerevoli società sportive che ora, in periodo post lockdown ma con l’emergenza Covid tutt’altro che finita, hanno diversi problemi a ripartire. Non a caso l’Ats Val Padana ha lanciato il progetto “Torniamo in campo - Lo sport dopo il Covid-19” per fornire un adeguato supporto a dirigenti e società che dovranno garantire la gestione in sicurezza delle strutture sportive.

«Questo progetto – spiega una nota della Uisp di Mantova, che ha collaborato con Ats nell’organizzazione del progetto – mira a fornire gli strumenti necessari per conoscere la situazione epidemiologica, dando una corretta informazione sulle normative in vigore in tema di prevenzione, al fine di garantire lo svolgimento delle attività sportive in sicurezza e salvaguardare la salute della nostra comunità».

Si parla di sport, certo, ma condotto a livello amatoriale. Questo significa che sono coinvolte migliaia di persone che di professione non fanno gli atleti e che fanno parte di società sportive che certo non hanno i mezzi e le risorse della società professionali.

Basta pensare che i campionati amatoriali di calcio promossi dalla Uisp comprendono 104 squadre per un totale di circa 4.500 tesserati, oltre a un consistente seguito di accompagnatori, tecnici e giudici di gara.

C’è la necessità di fare attività sportiva in sicurezza, seguendo protocolli precisi. «Al contempo – aggiunge Uisp – occorre avviare un percorso di supporto, anche psicologico, per ridare fiducia e serenità a quei cittadini che vivono ancora con paura e incertezza la ripresa delle attività socializzanti. Dobbiamo essere consapevoli che riprendere dopo gli ultimi drammatici mesi sarà complesso, ancor più in considerazione delle difficoltà di carattere economico e organizzativo».

Il corso fornisce anche un supporto psicologico, perché se c’è chi tende pericolosamente a sottovalutare i rischi c’è pure chi, al contrario, vive con paura eccessiva la ripresa di attività socializzanti. Come funziona il corso? In diretta con gli operatori sportivi ci saranno l'infettivologa che ha isolato il ceppo italiano del nuovo coronavirus, Claudia Balotta, e la psicologa Amelia Anghinoni del dipartimento Programmazione per l'integrazione delle prestazioni sociosanitarie con quelle social dell'Ats. «Lo sport, come la scuola – dice Laura Rubagotti, dirigente dell'unità di Promozione della salute dell'Ats della Val Padana – deve adottare misure di prevenzione per fronteggiare l'emergenza. In considerazione dell’attuale situazione epidemiologica e dei possibili rischi di contagio correlati anche alla ripresa delle attività sportive, dovranno essere rispettate le buone pratiche di prevenzione. Al contempo, risulta necessario avviare un percorso formativo di accompagnamento, anche psicologico, per ridare serenità a tutti gli sportivi».

 

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