Intimeri chiude ad Asola: i dipendenti già trasferiti nel Bresciano

Resta vuota la seconda sede dello storico calzificio Mura. Si chiude dopo 2 anni la parabola del salvataggio aziendale

ASOLA. La società Intimeri srl ha cessato la produzione di collant da donna ad Asola. I dipendenti che erano rimasti al lavoro, meno di una decina, nel secondo stabilimento aziendale dopo via Mantova (quello di via Cadimarco), hanno accettato il trasferimento nella sede della società proprietaria, la Ciocca Srl, a Quinzano d’Oglio, nel Bresciano. Altri due hanno scelto altre strade, uno trovando un diverso lavoro e l’altro tornando nel proprio paese d’origine.

Anche la seconda sede del calzificio Mura, ad Asola, resta così vuota e senza produzione. Triste epilogo di una vicenda industriale e famigliare legata allo storico marchio Calze Mura, che per decenni ha contribuito a portare in giro per il mondo il nome di Asola e la produzione delle calze. «Purtroppo non c’erano molti spazi di manovra - spiega Michele Mura, consulente Intimeri e che è stato figura centrale del distretto della calza - La crisi Covid ha ridotto gli ordinativi e la proprietà ha dovuto scegliere di spostare la produzione concentrandola nella propria sede principale».

La storia delle calze Mura era nata nel 1956. Dopo oltre un decennio, nel 1969, era giunta la creazione della società strutturata. Quel passaggio significava la trasformazione da piccola azienda a impresa di medie dimensioni, conosciuta in tutto il mondo, operando sempre nella gamma di alta qualità del mercato. Lo choc era arrivato a fine 2018. Era il 21 dicembre quando i vertici di Mura comunicarono ai sindacati la decisione di cessare l’attività, causa crisi, e di procedere al licenziamento collettivo della forza lavoro.

Oltre trenta dipendenti per i quali si apriva il baratro del licenziamento e della disoccupazione. A metà gennaio dell’anno seguente, al ministero dello Sviluppo Economico si firmava l’accordo per la cassa integrazione straordinaria per gli allora 31 addetti. Ma lo sforzo della famiglia Mura e del fronte sindacale era giunta ad un risultato insperato: la cessione di un ramo della produzione a un’azienda bresciana, che nel frattempo si era fatta avanti. La Intimeri, nuova società dello storico calzificio Ciocca di Quinzano d’Oglio.

Siglata questa intesa, il calzificio Mura va all’autofallimento. Consentendo così di mettere all’asta i beni (valore due milioni di euro) mentre l’affitto del ramo d’azienda fa incamerare al curatore fallimentare Enrico Voceri sostanze utili al mantenimento del complesso produttivo. Che dotato di impianto fotovoltaico permette alla Ciocca di abbattere i costi.

«È una tristezza vedere l’azienda vuota e senza operai - conclude Mura - L’unica soddisfazione è che anche in questo passaggio non si sono persi posti di lavoro e l’occupazione, anche se deve lavorare in una vicina provincia, è salvaguardata».

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