Truffò i clienti e il Fisco: stangata al tabaccaio

Tenne per sé i soldi di una bolletta e dei versamenti all’Erario. Quattro anni e quattro mesi. Il pm ne aveva chiesti cinque

VIADANA. Quattro anni e quattro mesi di reclusione per truffa e peculato. La severa condanna è stata inflitta ieri mattina dal collegio di giudici presieduto da Enzo Rosina a David Gasparetti, 35 anni, di Viadana, titolare dell’omonima tabaccheria.

Il pubblico ministero Donatella Pianezzi, al termine della sue requisitoria, aveva chiesto una condanna a cinque anni.


I fatti contestati risalgono al 2015 e 2016. La truffa aggravata è stata commessa nel febbraio del 2016. Una cliente era andata in tabaccheria a pagare una bolletta dell’Enel, scaduta il 26 gennaio, per un importo di 70,95 euro. Quale ricevuta del pagamento avvenuto in via telematica, alla donna venne rilasciato uno scontrino privo di ogni effetto fiscale, mentre il denaro in contante finì nelle tasche del commerciante.

La cliente si accorse di essere stata truffata soltanto in giugno, dopo aver ricevuto numerosi solleciti di pagamento. Al tabaccaio è anche stata contestata l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera.

Il secondo reato, più grave, vale a dire il peculato, si è concretizzato tra l’agosto e il settembre 2015. In qualità di titolare della tabaccheria, nonché ricevitoria, Gasparetti era autorizzato all’esercizio dell’intermediazione e alla riscossione. Essendo incaricato di pubblico servizio, per le incombenze a lui affidate, si era però impadronito delle somme dovute all’Erario, nonché dei pagamenti effettuati dai clienti in tabaccheria. Così facendo ha trattenuto denaro pubblico.

Non solo. Oltre a intascare le somme dei clienti, Gasparetti si “dimenticava” di versare l’importo relativo alle settimane contabili del 18 e del 25 agosto del 2015 e quella del primo settembre. Complessivamente ha trattenuto 24.429 euro. Somma, quest’ultima che consegnata al concessionario entra da subito a far parte del patrimonio della Pubblica amministrazione.

Il pubblico ministero Donatella Pianezzi, come già accennato, ha chiesto una condanna più severa di quella emessa dai giudici. Non l’ha ottenuta e non è escluso che ricorra in appello.

Secondo l’articolo 314 del Codice penale, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, come nel caso del tabaccaio, «avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro altrui, e se ne appropria, può essere punito con la reclusione da quattro fino a dieci anni e sei mesi». Non solo: «L’applicazione della pena della reclusione dai 6 mesi ai 3 anni avviene quando il colpevole ha agito con lo scopo di fare uso momentaneo della cosa e dopo l’abbia restituita».

L’indagine sul titolare della tabaccheria di Viadana era stata avviata dal pubblico ministero Andrea Ranalli, trasferito qualche tempo fa alla procura di Genova, con la collaborazione dei carabinieri della compagnia di Viadana. —


 

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