Viadana, Minotti si lecca le ferite: «Ma partivamo da zero, astensione troppo alta»

Il progetto dell’ex assessore si ferma al 16,66% e serpeggia un po’ di delusione. La candidata: «Per il ballottaggio dialogherò con tutti, senza preclusioni»

VIADANA. Il clima che si respira in via Cavallotti, a pochi passi dal municipio, sede del comitato elettore di Alessia Minotti non è di esultanza. La candidata civica, pur sostenuta da quattro liste, resta alla porta e non accede al secondo turno che vedrà invece confrontarsi la maggioranza uscente di centrodestra con NicolaCavatorta e i progressisti di Fabrizia Zaffanella.

Lo sforzo profuso dall’ex assessore distaccatosi per tempo dalla giunta e dai suoi sostenitori ha raccolto poco meno di 1.500 consensi, 1.466 per la precisione. Il 16,66% dei votanti. Un risultato in qualche modo straordinario, considerando che si partiva in pratica da zero e con pochi mesi a disposizione. Ma nonostante questo non si nasconde un po’ di delusione per questo risultato che nelle attese doveva essere più largo.


La candidata, 50 anni, impiegata assicurativa, è ora possibile ago della bilancia per il futuro ballottaggio. Se deciderà di appoggiare Cavatorta, potrebbe determinarne la sicura elezione. Se sceglierà la Zaffanella, offrirà al suo schieramento una chance per cercare di ribaltare le posizioni e ambire alla vittoria. Per ora, non si sbilancia in attesa di avere più preciso il quadro e di capire come si muoveranno gli altri candidati.

«Per esprimere un giudizio sul voto voglio prima capire che ruolo hanno avuto i partiti e i candidati - dice la Minotti -. Ma quello che resta da spiegare è perché al voto per esprimere il sindaco siano andati solo 6 viadanesi su 10. Il 40% è rimasto a casa e questo in qualche modo può avere avuto conseguenza sul voto». Il risultato, partendo da zero, non era scontato. «Sì. Non ci sono confronti diretti. Noi ci siamo impegnati al massimo per offrire una alternativa credibile a questa maggioranza. Il fatto che io sia un ex assessore, non mi ha penalizzato. Credo invece che mi abbia dato la consapevolezza da un lato di cosa significa impegnarsi per i propri concittadini e dall’altro dei limiti della maggioranza. Che dopo la morte del sindaco si è chiusa in se stessa».

Gli accenni polemici di alcuni sostenitori, uno fra tutti Gianni Fava, nei confronti della giunta, secondo alcuni osservatori averebbero avuto l’effetto opposto: compattare il fronte di Cavatorta e isolare la Minotti. «Io ho dialogato con tutti i candidati. Che Fava abbia criticato l’altro fronte non era una novità. Ma lui era solo uno dei sostenitori che ha creduto nel nostro progetto. Per me è stata una bellissima esperienza e ora lavoreremo per Viadana anche nei prossimi 5 anni» . Ma fra la scelta di Zaffanella o Cavatorta cosa sceglierà? «Dialogherò con tutti, senza alcuna preclusione. Partendo dal presupposto che l’obiettivo è fare il bene di Viadana».

E primi “inviti” giungono dalle parole della stessa Zaffanella: «Noi siamo alternativi a come la Lega ha governato Viadana rendendo ultimamente - dice a caldo - il paese isolato. Invece serve fare rete, riportare al centro la nostra città e per questo siamo disponibili a dialogare con altre forze».

Ma anche dal fronte di Cavatorta per bocca di Claudio Bottari, arriva una cauta apertura: «Mi sembra di poter dire che è stata sbagliata la campagna elettorale fatta sul rancore e non sulla proposta da Gianni Fava. Mi dispiace per Alessia Minotti che è stata coinvolta su questo - afferma l’ex vicesegretario provinciale - La gente non l’ha apprezzato ed ha penalizzato la candidata. Ma molte delle persone che l’hanno votata è di area leghista e confido che quei consensi alla fine torneranno a casa».


 

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