Viadana: un trionfo per le civiche, apparentamenti difficili

Zaffanella il 4 ottobre al ballottaggio punterà a recuperare l’astensionismo. L’ipotesi Perteghella

VIADANA. Che Viadana non avrebbe scelto il nuovo sindaco prima del secondo turno di voto, e che l’eventuale ballottaggio avrebbe visto in campo Nicola Cavatorta e Fabrizia Zaffanella, era lo scenario considerato più probabile da molti osservatori. Quello che pochi forse immaginavano erano le proporzioni del successo riscosso da Cavatorta al primo turno: al ballottaggio, la Zaffanella dovrà provare a colmare un divario di quasi 1.700 voti. Si tornerà alle urne domenica 4 ottobre. Cavatorta, candidato in sostanziale continuità con l’amministrazione uscente, sarà sostenuto dalle liste civiche “Viadana in testa” e “Forza Viadana”, oltre che dalla Lega Salvini e da Fratelli d’Italia, mentre la Zaffanella avrà dalla sua la civica “ioCambio” e la lista “Uniti per Viadana (Pd-Psi-ItaliaViva)”.

Nei giorni che mancano al voto, le diverse forze in campo – comprese quelle escluse dal ballottaggio - avranno sicuramente modo di confrontarsi; ma difficilmente saranno stipulati apparentamenti ufficiali. L’unica lista che si era a suo tempo dichiarata disponibile a un ragionamento in tal senso è la civica Viadana Democratica (candidato sindaco Silvio Perteghella); ma la Zaffanella, con cui parrebbe sulla carta più naturale l’alleanza, non pare propensa ad allargare l’eventuale maggioranza. Da parte loro, i candidati sindaco esclusi dal ballottaggio – oltre a Perteghella, Alessia Minotti e Lorenzo Gardini – difficilmente daranno precise indicazioni di voto ai propri elettori.


Per mettere in cassaforte la vittoria, Cavatorta punterà sul ritorno alle urne di chi lo ha già votato al primo turno. Per cercare di operare il ribaltone, la Zaffanella farà invece verosimilmente appello a chi non si è recato alle urne tra domenica e lunedì: quasi seimila aventi diritto che potrebbero tornare in campo e risultare decisivi.

I numerosi cittadini che hanno fatto un salto in piazza, hanno cominciato intanto a ragionare in presa diretta sugli esiti della consultazione elettorale. A molti è balzato all’occhio che, tra le prime quattro liste più votate, tre sono civiche. La Lega supera di poco il 16%, sorpassata di poco da “Viadana in testa”, la civica di Cavatorta. I partiti del centrosinistra non arrivano uniti al 9%, con Perteghella che li supera col 9,4% e la civica della Zaffanella addirittura al 14,6. M5S e FdI stanno sotto l’8%.

I candidati che andranno al ballottaggio non sono tuttavia esclusivamente civici. In un Comune esteso e frammentato come Viadana, con tanti cittadini residenti da relativamente poco tempo e che non sempre conoscono gli aspiranti sindaco, la quota di elettori che si affida a un simbolo conosciuto mantiene comunque un suo peso.

Altro motivo di riflessione è il risultato conseguito dalla Minotti: molti si sarebbero infatti aspettati che il fronte civico “RivoluzioniAmo” fosse in grado di erodere più voti allo schieramento pro Cavatorta, se non addirittura di andare al ballottaggio. Sotto traccia si manifestano già alcuni mal di pancia: c’è chi ritiene infatti che la campagna elettorale della Minotti si sia troppo appiattita sulla polemica tra Gianni Fava (ex assessore regionale Lega, anti salviniano, apertamente schierato con la candidata civica) e il Carroccio, senza riuscire pertanto né a far breccia tra gli elettori di orientamento moderato, poco interessati alla querelle, né a far valere pienamente la sua proposta di cambiamento programmatico-amministrativo.

 

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