La Cisl di Mantova lancia l’allarme sfratti: «Procedure in aumento nel 2019»

Per questi motivi Perboni e Mosetti ritengono necessario «realizzare un nuovo piano casa, ccosì come più volte il sindacato ha chiesto sia al governo che a Regione Lombardia, che affronti il problema della casa a favore delle famiglie in difficoltà economiche, delle persone anziane e sole, delle giovani coppie e dei lavoratori precari. In sostanza, – concludono – serve un rinnovato piano casa di residenzialità pubblica»

MANTOVA. Allarme sfratti nel mantovano. A lanciarlo sono Dino Perboni e Franco Mosetti, rispettivamente segretario Generale Cisl Asse del Poe segretario generale Sicet Cisl alla luce del consuntivo sugli sfratti nel 2019, reso noto dal ministero dell'Interno. «I dati – spiegano – evidenziano un trend in crescita nelle procedure degli sfratti; in particolare, i numeri disegnano uno scenario che resta di forte sofferenza con 370 nuove sentenze di sfratto emesse, in gran parte riconducibili a morosità degli inquilini, con una crescita del 3,35% rispetto al 2018, e con ben 1.299 richieste di esecuzione che raffrontate al 2018 sono cresciute del 32,69%. Infine, gli sfratti eseguiti, con l'intervento dell'ufficiale giudiziario, sono stati 203 pari a ben il 51,49% in più del 2018».

Pur apprezzando il blocco degli sfratti deciso dal Governo fino al 31 dicembre 2020 «perché sospende gli effetti delle sentenze in un momento di drammatica difficoltà per migliaia di famiglie – proseguono i due sindacalisti – è del tutto evidente che siamo preoccupati da tale quadro: da una parte perché ci poniamo l’interrogativo di cosa potrà succedere dopo questa scadenza visto che i dati in nostro possesso ci dicono che le sentenze di sfratto sospese non sono poche; dall’altra perché il tema della casa rappresenta un’emergenza sociale, pur generata negli anni difficili dalla grande crisi economica del 2008, che rischia addirittura di acutizzarsi ancor di più a causa degli effetti negativi della recessione prodotta dalla pandemia Coronavirus».


Secondo la Cisl «le risorse stanziate dal governo per il sostegno agli affitti, anche se in crescita rispetto agli anni precedenti, sono ancora esigue» mentre permane «il deficit strutturale di alloggi sociali che ci pone quale fanalino di coda tra i grandi paesi europei: le privatizzazioni degli anni '90 hanno assottigliato la disponibilità di case popolari e il mercato regolato, in assenza di incentivi fiscali, non è riuscito a sopperire alla crescente domanda di alloggi a basso costo».

Per questi motivi Perboni e Mosetti ritengono necessario «realizzare un nuovo piano casa, ccosì come più volte il sindacato ha chiesto sia al governo che a Regione Lombardia, che affronti il problema della casa a favore delle famiglie in difficoltà economiche, delle persone anziane e sole, delle giovani coppie e dei lavoratori precari. In sostanza, – concludono – serve un rinnovato piano casa di residenzialità pubblica».

 

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