Il leghista Dara restituisce i 600 euro del bonus dello scandalo

L’onorevole leghista di Castiglione respinge i due bonifici alla Banca d’Italia e all’Inps. Dopo l’ammissione era stato sospeso dal partito. «Non ho altro da dire»  

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE . Il deputato Andrea Dara, anche vicesindaco di Castiglione ha respinto e, dunque, restituito alla Banca d’Italia e all’Inps i due bonifici da 600 euro ricevuti. Si chiude così una vicenda che ha fatto discutere e ha visto il parlamentare della Lega Nord al centro di una grande polemica nazionale, finita con la sospensione dal partito.



Dara conferma ufficialmente di aver respinto il bonifico. «Non ho altro da dichiarare al momento», taglia però secco. Prosegue dunque nel suo silenzio e, come confermano in molti a Castiglione, nel suo lavoro di amministratore, di parlamentare e di imprenditore.

Proprio legata a questa attività nasceva la vicenda che lo ha visto protagonista del dibattito nazionale e locale.

Ad agosto i giornali nazionali hanno reso noto che, fra i beneficiari dei 600 euro del bonus destinato dal Governo alle partite Iva, c’erano anche alcuni parlamentari. Questi avevano ottenuto il bonus in quanto titolari di partita Iva e, dunque, di un’attività in proprio.

Nulla di irregolare, dunque, ma la questione morale è esplosa subito. La notizia è rimbalzata a Mantova perché, appunto, uno dei parlamentari coinvolti era proprio Dara. Dopo alcuni giorni di silenzio il deputato-vicesindaco è intervenuto confermando di aver ricevuto i 600 euro. Allo stesso tempo ha spiegato la vicenda, riferendo di aver ricevuto, «a mia insaputa», questa somma a fronte di una richiesta che sarebbe partita dal socio e dal commercialista: «Non ho mai chiesto nulla, ma essendo socio di una società in nome collettivo, senza venirne informato, sono stato iscritto come richiedente dal nostro studio fiscale attraverso segnalazione del mio pin personale da parte del mio socio» aveva spiegato Dara.

Dopo questa ammissione, per Dara è scattata la sospensione dal partito, provvedimento che lo ha portato ad allontanarsi anche dalla campagna elettorale che si è svolta in alcuni comuni mantovani e in città.

Ora, dopo alcune settimane di silenzio e di lavoro sul territorio, diventa di dominio pubblico la notizia del respingimento dei due bonifici di 600 euro. L’Inps aveva a suo tempo provveduto a liquidare i 600 euro di marzo e di aprile, cifre promesse appunto alle partite Iva come contributo per l’emergenza dettata dal lockdown.

La restituzione, attraverso la procedura di storno del bonifico, era stata consigliata anche dal capogruppo alla Camera e Dara ha proceduto in questa direzione.

Se da un punto di vista nazionale la vicenda appare ormai alle spalle, da un punto di vista locale invece tutta questa storia potrebbe avere una coda nel prossimo consiglio comunale, seduta che sarebbe la prima dopo la vicenda in questione.

L’ultimo consiglio comunale di Castiglione è stato il 30 luglio scorso. La prossima seduta, quindi, è la prima dopo questa vicenda e le minoranze potrebbero rivolgere domande allo stesso Dara o al sindaco, dato che nei giorni del dibattito Pd e Agire avevano chiesto a Volpi di intervenire. Si vedrà se la vicenda avrà un seguito, in tempi brevi, dato che quasi certamente il consiglio sarà convocato per la prossima settimana o comunque entro la prima decade di ottobre.

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