Mantova, il sindaco Palazzi inizia dai dirigenti: riassegnati gli incarichi

I tre a contratto hanno finito il loro compito: tutto affidato ai cinque fissi.  Resta congelato il concorso per il posto al vertice del settore cultura e turismo

MANTOVA.  Con la proclamazione a sindaco del 23 settembre, per Mattia Palazzi è ufficialmente iniziato il secondo mandato alla guida della città. In attesa di nominare la nuova giunta, il primo cittadino ha avocato a sè tutte le deleghe assessorili, ma per amministrare e far funzionare regolarmente la macchina comunale e garantire la continuità dei servizi c’è bisogno dei dirigenti.

Con la fine del primo mandato sono cessati anche gli incarichi degli otto dirigenti, cinque assunti a tempo indeterminato e tre a contratto. A questo punto il primo atto del sindaco rieletto, dopo aver autorizzato un Tso già nella sala degli stemmi appena conclusa la cerimonia di proclamazione, è stato quello di assegnare i vari incarichi dirigenziali. Che sono stati, per ora, attribuiti (senza modifiche) solo ai cinque dirigenti fissi. Ad Annamaria Sposito sono andati gli affari generali e istituzionali (più l’interim di cultura, turismo e promozione della città); a Paolo Perantoni la Polizia locale (oltre all’interim di sportello unico), a Carmine Mastromarino i lavori pubblici (più l’interim dell’ambiente), a Nicola Rebecchi i servizi finanziari, tributi e demanio, a Massimo Mazzoli i servizi educativi e pubblica istruzione e, provvisoriamente, welfare, servizi sociali e sport. Confermato anche il segretario generale Giuseppe Iapicca: la sua vice resta la Sposito che continuerà anche a coordinare il gabinetto del sindaco, l’ufficio stampa e l’ufficio progettazione e fundraising.


Restano fuori i tre dirigenti assunti a contratto, e cioè Mariangela Remondini (servizi sociali), Stefania Galli (sportello unico) e Giulia Moraschi (ambiente). Per tutte e tre il contratto è scaduto con la fine del mandato del sindaco. La Galli torna a fare il funzionario dello Sportello unico così la Remondini quello dei servizi sociali. La Moraschi, invece, veniva da un altro Comune. Per tutti e tre, però, si apre la possibilità di ritornare ai loro vecchi posti dirigenziali. Il Comune è intenzionato ad avviare una nuova selezione pubblica per assumere, sempre a tempo determinato, tre dirigenti per coprire i settori ora ad interim. Tranne quello che comprende cultura, turismo e promozione della città. Per questo ruolo, infatti, da circa 18 mesi è nel congelatore il relativo concorso per un posto di dirigente a tempo indeterminato. Il concorso era stato bandito a fine febbraio 2019; entro il 29 marzo dello stesso anno erano arrivate in Comune le domande di partecipazione, dopodiché, complice il Covid-19 che ha bloccato appalti e concorsi pubblici, la selezione è sparita dai radar. Il Comune si giustifica dicendo che dopo il lockdown l’ente si è concentrato sui concorsi per coprire quei posti nei settori che più necessitavano di personale. Il ritardo aveva provocato polemiche politiche perché il Comune, bloccando tutto, aveva ritenuto di non rendere noto né il numero dei candidati e tanto meno i nominativi. E le voci si erano rincorse per la città, seminando veleni.

In lizza ci sarebbero personaggi autorevoli del mondo della cultura, come lo storico dell’arte Stefano L’Occaso (poi nominato direttore di Palazzo Ducale), oltre a giovani laureati e a funzionari e dirigenti di diverse amministrazioni pubbliche ed enti locali. Un posto molto ambìto da 90mila euro lordi all’anno più la retribuzione di risultato.
 

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