Uccise il figliastro a San Benedetto Po: pena ridotta di 2 anni in Appello a Brescia

Undici anni invece di 13 e mezzo per Roberto Michelini. I legali: ricorreremo in Cassazione, è stata legittima difesa

SAN BENEDETTO PO. Pena ridotta in appello per Roberto Michelini, il 78enne che ha ucciso con un colpo di pistola il figlio della convivente, il 42enne Fulvio Piavani. Il 25 settembre la Corte d’Assise d’Appello di Brescia si è pronunciata sul caso, riducendo la condanna da tredici anni e quattro mesi a undici anni di reclusione per omicidio volontario. Il pm Marco Martani aveva chiesto una riduzione della pena maggiore: 6 anni, 2 mesi e 20 giorni.

Presenti in aula l’imputato e i suoi due legali, gli avvocati Silvia Salvato e Roberto Gozzi, i quali stanno valutando già di fare ricorso in Cassazione per chiedere l’annullamento della condanna, sostenendo la legittima difesa, o, al massimo, l’omicidio colposo, in conseguenza della legittima difesa.



Nel frattempo Michelini è agli arresti domiciliari, nella sua casa di San Benedetto Po, la stessa dove è successo il tragico fatto e dove vive tuttora con la sua compagna, la madre di Piavani, Maria Congiu, 68 anni. In aula Michelini, ancora piuttosto in salute nonostante l’età, appariva però provato da questa lunga vicenda, una tragedia tutta familiare, scaturita da rapporti tesi, conflitti mai risolti tra lui e il figliastro che, negli ultimi anni, disoccupato, era andato a vivere in casa con la madre e il compagno di lei.

Il fatto è accaduto alle 23 di domenica 15 ottobre 2018, quando a casa Michelini scoppiò l’ennesima discussione tra lui e Piavani. Volarono parole grosse, ma ad un certo punto l’uomo e la donna decisero di ritirarsi nella loro camera da letto. Il 42enne restò in casa e continuò ad urlare. Intorno alle due, Michelini si alzò e chiese al figliastro maggiore rispetto nei confronti di chi stava dormendo. L

a reazione fu immediata: Piavani lo prese per il collo e gli sferrò un violento pugno in volto. Il pensionato cadde, si rialzò, corse in camera da letto, aprì il cassetto di un mobile ed estrasse una pistola Beretta, regolarmente detenuta insieme a un fucile da caccia. Nel frattempo, sopraggiunse anche il figliastro e la colluttazione tra i due proseguì. La madre, Maria Congiu, tentò di mettersi in mezzo. Inutilmente. Improvviso partì il colpo di pistola e il proiettile raggiunse Piavani al fianco destro, perforandogli il polmone. Alle 2.26 al centralino dei carabinieri arrivò la chiamata del 118 che pochi attimi prima aveva ricevuto una richiesta di aiuto da parte della stessa Congiu che, in modo confuso, aveva parlato di un incidente avvenuto in casa con una pistola. All’arrivo dei carabinieri, Michelini ammise: “Ho sparato io” e venne disarmato.

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