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Tamponi più veloci a Mantova, nasce la rete: quattro centri divisi per tipo di paziente

Risposte in 12-48 ore. I test per le scuole inviati a Modena. In campo i laboratori di Poma, Zooprofilattico e Suzzara 

MANTOVA. Mantova sta sfiorando i 60mila tamponi eseguiti dall’inizio della pandemia, con un picco di 9mila al mese ad aprile e maggio. Una marea di test che rischia di non rallentare nelle prossime settimane alla luce dei dati sulla diffusione del contagio che a livello nazionale registra continui incrementi. Una consistente mole di lavoro che coinvolge il laboratorio di analisi del Carlo Poma diretto da Beatrice Caruso, ormai da mesi in stretto contatto con Ats Val Padana, istituto zooprofilattico Lombardo-Emiliano e recentemente con l’ospedale Montecchi di Suzzara, entrato a far parte della rete mantovana per velocizzare le risposte dei tamponi. Ma al di là del numero complessivo dei tamponi processati da marzo a oggi, quello che dà una lettura più dettagliata della pandemia sono le percentuali di incidenza dei positivi sui tamponi eseguiti. In Italia la media è di circa il 2% sull’intera popolazione, mentre a Mantova ora la media sta toccando la soglia del 4%. Ma nei giorni più bui, tra marzo e aprile, l’incidenza era da brivido: il 40% tra i ricoverati in ospedale e il 22% nella zona di Asola-Bozzolo, quella più a ridosso del Cremonese. Attualmente la percentuale tra i ricoverati, in media perché dipende dai reparti, si attesta intorno al 9%, così come all’interno delle strutture di ricovero per anziani. Molto più bassa l’incidenza tra i bambini che si ferma all’1,5%.

Come funziona la rete dei tamponi a Mantova?


«La gran parte dei tamponi, circa l’80% – spiega la dottoressa Caruso – sono stati eseguiti all’istituto zooprofilattico di Brescia. Noi a Mantova abbiamo fatto in media 1.600 tamponi al mese nel periodo pandemico e soprattutto per i pronto soccorso di Mantova, Pieve e Asola. E scusate se pongo l’accento sul fatto che in quel periodo tecnici e dirigenti hanno lavorato 24 ore al giorno. Il nostro direttore generale – prosegue la direttrice del laboratorio – ha avuto la giusta intuizione già ad aprile di disporre l’esecuzione dei tamponi negli ambienti confinati come case di riposo, Rsa, carcere, Rems. Un’operazione vincente che ha permesso di isolare i positivi e creare una mappatura corretta delle aree confinate». Terminato il periodo più pesante in termini di contagi, all’inizio dell’estate il laboratorio è passato a processare i tamponi dalle 8 alle 20.

«Oggi siamo a circa 1.200-1.300 tamponi al mese e proseguiamo con i test sugli ingressi nei pronto soccorso. Complessivamente i tamponi sono comunque sempre tra i 7mila e i 9mila al mese».

I tempi per le risposte?

«La risposta dall’istituto zooprofilattico arriva in 24 o 48 ore, mentre quella del nostro laboratorio interno all’Asst va dalle 8 alle 12 ore e sempre per i pazienti che transitano dal pronto soccorso». Nell'ultimo mese l’Asst di Mantova sta inviando i tamponi dei ricoverati non più a Brescia ma all’ospedale di Suzzara che sta fornendo un valido contributo e consente di avere una refertazione più rapida entro le 12 ore.

E per le scuole, altro settore delicato per evitare la diffusione del virus?

«Questa è la novità, visto che da domani i tamponi, al momento un centinaio al giorno, saranno inviati all’istituto zooprofilattico di Modena con risposta entro le 24 ore. Questo dal lunedì al venerdì, mentre al sabato i tamponi delle scuole andranno all’ospedale di Suzzara».

Avete una strumentazione sufficiente per far fronte a un eventuale aumento della richiesta?

«L’obiettivo dichiarato della nostra direzione è di avere un’automazione potente e veloce. E per questo siamo in attesa dell’arrivo di un nuovo analizzatore, già promesso, che ci consentirà di aumentare i numeri dei tamponi».




 

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