Mantova, così il quartiere Borgonuovo esce dal degrado: lavori milionari per il recupero

Cantiere all’opera per riqualificare un palazzo di 26 alloggi. La proprietà: «Pronti a fine ottobre i primi appartamenti». E presto scatterà la riqualificazione della Torre, un condominio con oltre 40 appartamenti  

MANTOVADa palazzi vuoti e in stato di degrado a condomini riqualificati e messi in vendita o in affitto nel giro di alcuni mesi. Nei palazzi di via Gaber, quartiere Borgonuovo, operai e muratori stanno lavorando da alcune settimane per rimettere in sesto gli appartamenti 26 appartamenti costruiti tra il 2005 e il 2007 dalla coop emiliana Unieco e rimasti invenduti e disabitati per tutti questi anni. Uomini e mezzi dell’impresa Scacchetti stanno lavorando per sistemare gli interni e i serramenti, ma sopratutto per coprire la palazzina che li ospita con un cappottino termico per migliorarne l’efficienza energetica e portarla ai parametri richiesti oggi. Questo e un altro grosso intervento permetteranno di contribuire al rilancio e alla rivitalizzazione di un quartiere nato vent’anni fa che rischiava di finire nel baratro del degrado.

I tempi


«I primi appartamenti saranno pronti per essere messi sul mercato già alla fine di ottobre – spiega il direttore dei lavori Rodolfo Baraldi – e per la fine di gennaio dovrebbero essere pronti tutti». Una buona notizia per Leonardo Pagni, liquidatore livornese della società Le Robinie, l’immobiliare dell’Unieco. L’obiettivo di Pagni è quello, ovviamente, di riuscire a sistemare e mettere in vendita tutti gli appartamenti rimasti vuoti dal 2007 ad oggi in quel complesso. Già, perché ci sono altre due palazzine nelle stesse condizioni di quella dove oggi lavora la Scacchetti. I tre blocchi di via Gaber hanno complessivamente una sessantina di alloggi pensati per famiglie di piccole dimensioni. L’intervento in corso ha un costo di circa 600mila euro, ma il recupero dell’intero complesso richiede un investimento stimato sui due milioni di euro.

La Torre

Ma non è questo l’unico intervento di riqualificazione previsto nell’edilizia privata del nuovo quartiere. A poche decine di metri di distanza c’è un altro edificio, un condominio con una quarantina di appartamenti e altrettanti garage costruito in contemporanea con gli altri, sempre dall’ex colosso edile emiliano, e che ha seguito la stessa triste sorte di rimanere senza inquilini ufficiali. Già, perché la Torre, come viene chiamato questo palazzo, di abitanti ne ha avuti negli anni passati: tutte persone che sono riuscite ad entrare e occupare abusivamente gli alloggi. Una situazione durata per anni, tanto che quando si è deciso di intervenire con gli sgomberi (operazione svolta in coordinamento con i servizi sociali, visto che la quasi totalità degli inquilini abusivi non aveva problemi con la legge ma era semplicemente in una situazione di grande marginalità socio economica), gli operai hanno trovato di tutto: stanze arredate ma anche materassi per terra, bombole del gas ma anche pericolosi e (quelli sì, illegali) allacciamenti abusivi.



Intervento di Grindhouse

Anche la Torre era di proprietà dell’immobiliare reggiana, ma è stata acquistata pochi mesi fa dalla Grindhouse srl, che fa parte del gruppo comprendente la Sapiens, vale a dire l’agenzia del lavoro che ha acquistato la sede dell’ex pastificio Zanellini di Borgo Angeli. «Abbiamo rifatto gli impianti elettrici e le svolto le pulizie all’interno – spiega Katja Acquaroli, presidente di Grindhouse – stiamo ultimando il progetto per il recupero. Contiamo di affidare i lavori a breve e poter affittare gli alloggi la prossima primavera». L’investimento previsto dalla società è di circa un milione di euro. 
 

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