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Mantova, il bicchiere esplode e la scheggia di vetro finisce nell’occhio: operata d’urgenza

La donna, trent’anni, stava facendo le pulizie di casa. Lesionata la cornea: al Poma l’intervento di ricostruzione

MANTOVA. Ha rischiato di perdere la vista per un scheggia di vetro che le si è conficcata in un occhio mentre faceva le pulizie domestiche. Un bicchiere andato in pezzi contro una mensola ed esploso in mille frammenti. Uno di questi l’ha colpita all’occhio destro provocando una lesione alla cornea, dall’alto al basso, e per la quale sono stati necessari nove punti di sutura.

Ma alla fine è andata bene, perché nonostante la donna, 30enne di Castellucchio, abbia dovuto fare i conti con le carenze di personale specialistico il giorno dell’infortunio, domenica 20 settembre, il delicato intervento eseguito dall’équipe di Oculistica del Carlo Poma ha permesso di salvare occhio e vista.


«Ho vissuto una piccola Odissea – racconta la donna, con un impiego in ambito sociale – perché purtroppo per me l’infortunio è capitato di domenica. Stavo facendo le pulizie quando un bicchiere mi è esploso tra le mani dopo aver urtato contro uno scaffale. Ho subito sentito una specie di fastidio all’occhio e la vista si è improvvisamente offuscata». A quel punto la 30enne chiama il padre e gli chiede di accompagnarla al pronto soccorso. «Non c’era molta gente – riprende il racconto – e nel giro di mezz’ora ero già in ambulatorio. Il medico mi informa che alla domenica l’oculista non c’è per carenza di personale dovuto al fatto che con il lockdown il concorso per le nuove assunzioni era slittato. Vengo sottoposta a lavaggio e controllo e mi prescrive un collirio antibiotico. La scheggia di vetro evidentemente non c’era più. Il medico mi dice anche che se inizia a farmi male devo andare all’ospedale Borgo Roma di Verona dove c’è l’oculista anche alla domenica».

La donna torna a casa ma dopo un’ora l’occhio inizia pulsare e a farle male. «Chiedo al mio ragazzo di portarmi all’ospedale di Verona ma quando arrivo mi dicono che l’oculista c’era fino a mezzogiorno. Mi metto a piangere e sottolineo che mi fa molto male. Mi fanno un altro lavaggio, mi prescrivono un antidolorifico sotto forma di collirio e mi dicono di tornare al pronto soccorso nel caso mi facesse ancora male il giorno dopo».

Il lunedì mattina la donna si reca nuovamente al pronto soccorso del Poma e dopo una visita gli oculisti le comunicano che la situazione è seria e che deve essere operata con urgenza. L’intervento di ricostruzione della parte anteriore dell’occhio destro per una ferita perforante alla cornea riesce perfettamente e a quanto pare della scheggia non c’è più traccia.

«Ringrazio i medici del Poma che mi hanno operato e salvato l’occhio – sottolinea la paziente – anche se devo dire di aver subito qualche disagio per il fatto che fosse domenica».

Doverosa la spiegazione del primario di Oculistica Giuseppe Sciuto: «La signora ha ragione ma in questo periodo non avevamo personale perché il concorso per nuovi medici tale da consentire la pronta disponibilità domenicale era saltato per colpa del lockdown. Nel frattempo è stato fatto e a partire dalla prossima settimana saremo in grado di ripristinarlo grazie all’assunzione di cinque medici».

 

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