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Il sindaco di Mantova sceglie il futuro vice: si profila la conferma di Buvoli

Si infittiscono i colloqui con le forze della coalizione per definire il team di giunta. Quattro assessori a testa per Pd e Lista gialla: il nono potrebbe finire a Italia viva

MANTOVA. Almeno uno dei nodi che Mattia Palazzi si trova tra le mani in questa fase di costruzione della giunta sembra essere sciolto. Sembra ormai assodato che il sindaco abbia deciso che sarà Giovanni Buvoli a mantenere il ruolo di vice che ha avuto per i cinque anni del primo mandato (oltre naturalmente alla fondamentale delega al bilancio). D’altronde la conferma di una buona parte della squadra che ha governato con lui dal 2015 allo scorso settembre è uno dei paletti fissi che Palazzi ha posto tra i criteri con cui sceglierà i prossimi assessori. Criterio che, di fronte a una conferma da parte del 70% di chi si è recato alle urne, difficilmente potrà suscitare perplessità nella coalizione.

Pur premettendo che si tratta di indiscrezioni (ma spesso pure intuizioni) che circolano nelle forze politiche e non di dichiarazioni del sindaco (molto abbottonato anche negli incontri con le delegazioni della maggioranza), la conferma di Buvoli (Pd) come vice sgombra il terreno da ipotetici attribuzioni di questo ruolo a esponenti della Lista gialla (la civica del sindaco, quindi l’ultima a complicargli la vita) o al dem considerato il “delfino” e il possibile successore nella futura candidatura a sindaco: l’ex assessore all’ambiente Andrea Murari (Pd).


Il nodo più complicato è un altro ed è ben conosciuto: dare la giusta ricompensa a tutti i soggetti che hanno partecipato, pur in diversa misura, alla vittoria elettorale. E sono molti di più rispetto al 2015. Dato quasi per scontato da tutti che otto dei nove posti nel futuro esecutivo saranno suddivisi equamente tra Pd e “gialli”, si tratta ora di capire a quale forza politica attribuire il nono assessorato (probabilmente quello allo sport, visto che Paola Nobis, di Sinistra italiana, non si è resa disponibile). Nessuno ha la risposta certa, ma viene ritenuto che la scelta possa ricadere su Italia Viva, partito che può contare su un ministro, Elena Bonetti e un parlamentare, Matteo Colaninno.

Ovviamente Palazzi non ha bisogno di un partito che faccia da ponte con i due esponenti mantovani (lo ha dimostrato nel mandato precedente), ma è altrettanto naturale che una forza politica con riferimenti di tale peso istituzionale, si attenda una certa attenzione da parte del sindaco.

Per quanto riguarda l’istruzione, assessorato particolarmente importante e delicato visti i problemi delle scuole a causa di Covid, si rafforzano le voci che vedono in Sabrina Bottardi (Pd) la più probabile assegnataria. Il sindaco ha ancora qualche giorno di tempo prima di convocare il consiglio comunale (che deve tenersi entro il 14) nel corso del quale presenterà il nuovo esecutivo. Ci sono però ancora diverse tessere da sistemare al posto giusto nel puzzle delle nomine. Ad esempio i vertici di tutto l’universo delle aziende partecipate. Chi nei partiti ha maggior esperienza, dice che in questo momento nessun posto può essere considerato sicuro per chi già lo detiene. Perché i vertici di oggi sono il frutto di equilibri risalenti al 2015. Equilibri cambiati. Palazzi ha tutto l’interesse (coincidente con quello della comunità) di nominare persone competenti. Ma nel contempo dovrà anche tenere in considerazione le indicazioni dei partiti della maggioranza che lo sosterrà in aula.
 

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