«Contro l'influenza vaccinatevi tutti», ma nelle farmacie zero dosi

L’appello dei virologi nell’anno del Covid. Il presidente dell'Ordine dei farmacisti Cavarocchi: abbiamo tante richieste, speriamo arrivino dall’estero

MANTOVA. Già a inizio estate i virologi avevano invitato la popolazione a vaccinarsi in massa contro l’influenza per evitare la sovrapposizione del malanno di stagione con i sintomi legati al coronavirus, con il rischio di mandare in tilt il sistema sanitario e gli ospedali.

Un invito rivolto ovviamente ai cittadini che non rientrano nella fascia protetta, per la quale il vaccino antinfluenzale è garantito gratuitamente dalle Ats e dalle Regioni.


Il problema, al primo ottobre, è che mentre si è in attesa del vaccino anti-Covid-19, la cui produzione è tuttora incerta, non c’è ancora la disponibilità del vaccino antinfluenzale nelle farmacie.

«Ogni giorno abbiamo richieste da parte di privati e aziende – sottolinea Marco Cavarocchi, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Mantova – e a tutti diamo la stessa risposta. Al momento non è arrivata nessuna dose e francamente non sappiamo quando e quante ne arriveranno. E questo è un vero peccato, perché proprio quest’anno, l’anno del Covid, la prospettiva era di arrivare a percentuali di vaccinazione nella popolazione mai viste in passato e magari avvicinarsi a quella soglia del 90% ritenuta ottimale».

Il rappresentante dei farmacisti mantovani parla senza troppi giri di parole di «mancata programmazione». E spiega come si è arrivati a questa situazione: «Quest’anno, alla luce dell’invito dei virologi, tutte le regioni italiane hanno chiesto il massimo per le fasce protette prevedendo un’elevata domanda. Il risultato è che non è rimasto nulla per il mercato privato, ovvero per coloro che vogliono acquistare il vaccino in farmacia. Negli anni scorsi ai primi di settembre avevamo già delle prenotazioni, soprattutto dalle aziende che volevano tutelare i loro lavoratori, nella prospettiva che le dosi arrivassero entro i primi dieci giorni di ottobre. Oggi questa previsione non c’è».

Nell’ottica di un futuro incerto la federazione dei farmacisti ha chiesto più incontri con il ministro della Salute Roberto Speranza. «A settembre il governo ci ha garantito che avrebbe stornato una quota dei vaccini destinati alle Regioni per darla al mercato privato – chiarisce Cavarocchi – ma ci hanno promesso una quota irrisoria, dalle 10 alle 15 dosi a farmacia. Nel secondo tavolo con il ministro ci è stato spiegato che la soluzione potrebbe essere l’acquisto dei vaccini all’estero, in Germania, ma per importare le dosi occorre un’autorizzazione ministeriale che ancora non c’è».

Sul fronte della campagna antinfluenzale per fasce protette ieri l’altro l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha parlato di «massima collaborazione per la vaccinazione dei bambini fino a 6 anni e sulla gestione della sintomatologia degli studenti e un coinvolgimento diretto del pediatra per le attività di prevenzione del disagio sociale dei pre-adolescenti». «L'accordo – spiega l'assessore – prevede un notevole contributo da parte dei pediatri per la gestione del bambino a scuola, in particolar modo per la ricostruzione della sintomatologia rapportata all'esito del tampone. Elementi, questi, che forniranno indicazioni importanti in chiave predittiva al gruppo di lavoro regionale che si sta occupando del coordinamento delle azioni anti-Covid da svolgere in riferimento alla sanità scolastica». «Le Ats lombarde – prosegue l'assessore – stanno inoltre elaborando insieme ai pediatri che garantiscono la massima collaborazione, un piano organizzativo per la vaccinazione antinfluenzale dei bambini con età compresa fra i sei mesi e i sei anni, che sarà avviato da metà novembre».

In relazione ad alcune notizie apparse sui quotidiani sul ritardo delle vaccinazioni, Gallera ha precisato che la campagna antinfluenzale 2020/2021 partirà la seconda metà di ottobre: «I vaccini acquistati sono sufficienti. Si partirà, rispettando l'ordine di priorità con le persone fragili con più patologie definite dal Ministero della Salute, gli Over 60, il personale sanitario, le donne gravide e i bambini fino a 6 anni». 




 

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