Mantova: primo consiglio del Palazzi-bis mercoledì 14 ottobre. Giunta, Si e Iv si giocano un posto

Banzi: «Abbiamo rinunciato alla presidenza dell’aula». E Grandi di ManTua aspetta ancora la chiamata dal sindaco



MANTOVA. Il secondo mandato del sindaco Mattia Palazzi comincerà ufficialmente mercoledì 14 ottobre. Per quel giorno il primo cittadino, rispettando i termini, ha convocato per le 18.30 la prima seduta del consiglio comunale eletto il 20 e 21 settembre scorsi. Per la prima volta l’avvio del consiglio avverrà a porte chiuse, nel rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19 (la seduta sarà comunque trasmessa in streaming). Già stabilito l’ordine del giorno della serata: si partirà con la convalida degli eletti, quindi si passerà al giuramento del sindaco, all’elezione del presidente del consiglio e dell’ufficio di presidenza e della commissione elettorale comunale. Infine, Palazzi comunicherà ai consiglieri e, quindi, alla città la composizione della giunta.


A dieci giorni dal disvelamento, la composizione del nuovo esecutivo resta un rebus. Palazzi ha concluso un primo giro di incontri, ma non è detto che ne segua un secondo, durante il quale si è confrontato con i suoi alleati minori Italia Viva e Sinistra italiana. Non ha ancora visto Grandi della lista ManTua e questo potrebbe essere il segnale che la formazione riformista che comprende Psi, Azione, Radicali e alcuni circoli politici e culturali sia fuori dal gioco per una rappresentanza in giunta. Che, a questo punto, se la giocano Sinistra italiana-Verdi (l’alleanza scesa in campo con la lista Per Mantova) e i renziani di Italia Viva.

Anche se Banzi, segretario provinciale di Si, riferisce che «il sindaco, nel faccia a faccia avuto, mi ha riferito che c’è un solo assessorato e la presidenza del consiglio a disposizione delle tre forze politiche. Noi puntiamo su un assessorato come ha indicato la nostra assemblea proprio ieri, escludendo la presidenza del consiglio: con un solo consigliere significherebbe limitarsi al suolo lavoro istituzionale. Al sindaco offriremo una rosa di nomi, tutte donne, tra cui scegliere». «Noi abbiamo messo a disposizione le nostre competenze - si limita a dire uno dei due coordinatori di Iv, Fabio Madella - ma il sindaco va lasciato tranquillo a lavorare».

Ormai pare assodato che Palazzi abbia deciso di dare quattro assessori al Pd e altrettanti alla sua lista civica Palazzi 2020; nel Pd, su richiesta dello stesso Palazzi, si va verso la riconferma di Giovanni Buvoli (che sarà ancora vicesindaco), Chiara Sortino, Andrea Murari e Giovanni Martinelli. Tra i gialli, confermati Adriana Nepote, Iacopo Rebecchi e Andrea Caprini. La legge Delrio impone che le donne in giunta non possono essere meno di quattro (il 40% del totale); ciò significa che i due posti liberati da Marianna Pavesi e da Paola Nobis dovranno essere assegnati a due donne, una di Palazzi 2020 e una di Si. Chi saranno? Difficile dirlo. I gialli potrebbero puntare su Maddalena Portioli, vice presidente del consiglio uscente, oppure su altre non elette in consiglio (le candidate non mancherebbero, come Valentina Lapina, molto attiva nel mondo sportivo, nel caso si rimescolassero le deleghe precedenti). «Noi stiamo ancora sondando le disponibilità» afferma Banzi.

Sul fronte della presidenza dell’aula, da affidare possibilmente ad una figura che sia di garanzia per tutti, torna in campo ancora la Portioli che se la vedrebbe con il presidente uscente Massimo Allegretti del Pd. Quest’ultimo sarebbe l’unico ad avere anche i voti della minoranza di centrodestra per ripetere l’elezione all’unanimità del 2015: problematico per il Pd scaricarlo.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi