Nell’ultimo mese la curva dei positivi scende e in Rianimazione a Mantova ancora zero pazienti

La nostra provincia mantiene un andamento in controtendenza. Il direttore generale Stradoni: «I pochi ricoverati hanno una carica virale bassa»

MANTOVA. Mantova ancora in controtendenza nella diffusione del Covid. Nelle ultime quattro settimane il numero dei positivi, contrariamente a quanto accade in Italia e in tante altre province, continua a calare.

Non di molto, per la verità, ma l’andamento disegna una curva confortante. Nella settimana dal 7 al 13 settembre i positivi erano stati 67, nelle successive la sequenza è stata la seguente: 49 dal 14 al 20 settembre e 43 dal 21 al 27 settembre. L’ultima settimana che si è appena conclusa ha fatto rilevare, secondo i dati forniti dalla prefettura di Mantova su analisi dell’Ats Val Padana, 39 contagiati, al netto del dato di domenica. In sostanza nelle due settimane centrali si è passati da una media di una decina di positivi al giorno a poco più di sei.


Da sottolineare ancora nessun ricovero in Rianimazione e Terapia intensiva e più o meno gli stessi ricoveri nei reparti non intensivi che variano da 14 ai 16.

Del resto solo tre giorni fa il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni, aveva fatto il punto: «Il virus sta ancora circolando ma a Mantova la situazione è molto sotto controllo. Rianimazioni vuote, Terapie intensive vuote e i ricoverati Covid in area medica ma non destano preoccupazione perché hanno una carica virale di basso livello». Il manager sanitario ha poi spiegato che la scorsa settimana tutti i direttori generali lombardi hanno partecipato a un corso di aggiornamento a Milano a Palazzo Lombardia dove è stata illustrata la situazione sia dal punto di vista virologico che dell’interazione tra virus e nostre difese.

«La ricerca – ha precisato Stradoni – sta andando avanti in tutto il mondo con tanti sforzi. Ci sono ancora tante cose che non sappiamo, ma alcune iniziamo a capirle. Abbiamo capito ad esempio da dove entra e come riusciamo a difenderci e il ruolo delle immunoglobuline, ovvero il funzionamento degli anticorpi».

Un cenno anche alla terapia con il plasma iperimmune, già al centro della sperimentazione compiuta dagli ospedali di Mantova e Pavia: «Alcuni articoli riferiscono una scarsa capacità della terapia rispetto ad un placebo – spiega il direttore generale – ma sono studi che hanno evidenziato poca chiarezza. Il nostro studio di Mantova e Pavia ha documentato che il plasma funziona se somministrato in fase precoce. Speriamo che lo studio Tsunami condotto a livello nazionale possa dare una risposta definitiva».

Riguardo le scuole nelle prime tre settimane di apertura sono al momento sei gli alunni contagiati in sei classi diverse. L’ultimo caso è quello relativo ad una alunna della media di Cerese, la cui sorella, che frequenta le elementari sempre a Cerese, era rimasta contagiata pochi giorni prima.

In totale sono dunque sei le classi costrette al periodo di quarantena di 14 giorni, per un totale di oltre un centinaio scolari in isolamento. Una decina, invece, in quarantena tra insegnanti e operatori scolastici.




 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi