Arriva l’onda di piena del Po: ponti inagibili, provincia di Mantova tagliata

La protezione civile fa scattare allerta gialla o arancio a seconda delle zone. Strada allagata, chiuso Torre d’Oglio 

Legname e detriti minacciano i piloni: ponte interrotto tra San Benedetto e Bagnolo

MANTOVA  Arrivano l’autunno, le piogge e le piene. E la già compromessa situazione dei ponti mantovani rischia di paralizzare completamente la provincia. Anche se non si tratta di una piena di particolare gravità (livello di criticità 1) per il Po e i suoi affluenti l’incremento di livello è stato comunque rapido. Il 5 ottobre di prima mattina la Provincia di Mantova ha disposto la chiusura del ponte in chiatte di Torre d’Oglio; nel pomeriggio invece, alle 16, è toccato al ponte di San Benedetto-Bagnolo, in cui sono in corso i lavori di ricostruzione.

In questo caso, a preoccupare, è un abbondante deposito di detriti e legname in corrispondenza della pila 2, che potrebbe compromettere la già discutibile stabilità del manufatto. Come se non bastasse, nel pomeriggio è andato in tilt anche il traffico di attraversamento del ponte sul Po tra Revere e Ostiglia per un mezzo pesante che si era bloccato.



Ma torniamo al dettaglio: l’ondata di piena del Po è transitata nel Viadanese a partire dalla serata del 5 ottobre. In mattinata era a Cremona. L’incremento repentino delle acque del fiume è dovuto alle intense precipitazioni registrate nei giorni scorsi nel Nord Italia (pari, in alcune zone montuose del Piemonte, a metà della pioggia di un anno in sole 24 ore).

Nonostante un innalzamento del livello di alcuni metri in poche ore, nella Bassa la situazione non è apparsa tuttavia particolarmente preoccupante, in quanto nei giorni scorsi il livello del fiume era fermo ancora a 2-3 metri sotto lo zero idrometrico. A seconda delle zone di riferimento, la protezione civile ha fatto scattare allerte gialle o arancioni (moderata criticità). Ieri in tarda mattinata l’idrometro di Viadana segnava poco più di tre metri (la sommità arginale è a circa 9 metri sopra lo zero).

Il Comune di Viadana ha comunque valutato sino all’ultimo la possibilità di chiudere precauzionalmente gli accessi alla golena. I volontari dell’associazione di protezione civile Oglio-Po sono rimasti costantemente in contatto con le istituzioni preposte, al fine di attivare se necessario un servizio di sorveglianza. «Qualora se ne ravvisi l’esigenza – assicurava già in mattinata il presidente Ettore Bergamaschi – siamo pronti a mettere a disposizione volontari e attrezzature».

Al fine di prevenire eventuali danni a strutture e oggetti, il sindaco di Dosolo Pietro Bortolotti ha invece ordinato il divieto di accesso alle aree golenali dal mezzogiorno del 5 ottobre sino al rientro dell’emergenza. Il primo cittadino ha contestualmente disposto il divieto di attività venatoria nelle golene aperte e chiuse e il divieto di accesso con natanti, ordinando al contempo lo sgombero dai fabbricati di animali e oggetti asportabili. I rigurgiti dell’ondata di piena di fiume Po hanno provocato un innalzamento anomalo anche del livello dell’Oglio. La Provincia di Mantova ha pertanto chiuso al traffico, dalle 6.40 del 5 ottobre, il ponte in chiatte di Torre d’Oglio (strada provinciale n.57, al confine tra i Comuni di Viadana e Marcaria).

«A causa del fenomeno, che era previsto – spiegano da Palazzo Di Bagno – non è stato più possibile garantire il transito in sicurezza del traffico veicolare, in quanto cominciavano ad allagarsi tanto l’accesso al ponte quanto parte della strada golenale che da San Matteo delle Chiaviche conduce al ponte stesso». Anche in questo caso, il divieto di transito verrà revocato non appena si saranno ristabilite le condizioni minime di sicurezza. Il repentino innalzamento di livello del Po ha provocato la formazione di cumuli di schiuma bianca sul pelo dell’acqua. Non si tratta di sostanze inquinanti, bensì di “sospensioni tufacee”: argille dilavate dalle rive e compattate dalla corrente.

LEGNAME E DETRITI: PONTE INTERROTTO TRA SAN BENEDETTO E BAGNOLO

Il transito sul ponte di San Benedetto Po è stato sospeso dalle 16 del 5 ottobre, su decisione della Provincia di Mantova, sino a quando non saranno ripristinate le condizioni per un passaggio in sicurezza. A destare preoccupazione è la quantità di legna e di materiale vario che galleggia nel fiume e che, in balia della corrente, potrebbe mettere a serio rischio le chiatte e le imbarcazioni ormeggiate sulle rive oltre a sbattere ed ammassarsi tra i piloni del ponte. Succede sempre: l’onda di piena, inevitabilmente porta con sé tronchi, legname e detriti. A valle, nel delta, sono già scattate le misure precauzionali. 

Dunque, stop alla circolazione e chiusura del ponte sulla ex strada statale 413 Romana che passa sul Po tra i Comuni di Bagnolo San Vito e San Benedetto Po, e precisamente dall’intersezione con la provinciale 33 “Roncoferraro - Ponte San Benedetto”, nel territorio del Comune di Bagnolo San Vito, all’incrocio con il raccordo di collegamento della Romana con la strada comunale Argine Po Nord, nel territorio del Comune di San Benedetto Po. Il transito verrà ripristinato a data da destinarsi in relazione all’andamento di piena ed alle condizioni ritenute necessarie per garantire la sicurezza.
 
È attualmente in corso un importante evento di piena del fiume Po, come risulta dai dati forniti da Aipo. In particolare in prossimità della pila numero 2, vista la copiosa discesa di detriti, tronchi e rami, si è formato un esteso accumulo di materiale che provoca una pressione anomala contro la pila stessa.  Da qui la decisione di sospendere il passaggio. Il servizio gestione e manutenzione strade provinciali dell’Area Lavori Pubblici e Trasporti della Provincia provvederà all’installazione e manutenzione della necessaria segnaletica. Nonostante i cartelli ben visibili, nel tardo pomeriggio del 5 ottobre automobilisti e camionisti sono arrivati fin davanti alle barriere d'ingresso al ponte prima di fare inversione. (Mauro Pinotti)
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