Dossier dei focolai estivi nei macelli mantovani: più di 4mila tamponi e 168 positivi

I controlli del servizio prevenzione e sicurezza dell'Ats Val Padana sul lavoro in 77 aziende: in 13 scoperte irregolarità

MANTOVA. Più di 4mila tamponi sui lavoratori dei macelli, delle aziende di lavorazione delle carni e delle cooperative. Ispezionati 77 stabilimenti per verificare la correttezza dell’applicazione dei protocolli e il rispetto della normativa sulla sicurezza in generale. E per 13 aziende sono scattate sanzioni, prescrizioni e disposizioni. Il tutto portato avanti da una task-force che è riuscita a spegnere i focolai estivi.

È destinata a fare scuola in Italia l’attività di vigilanza dell’unità operativa prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (Psal) dell’Ats Val Padana nel periodo tra fine giugno e fine settembre durante la pandemia Covid-19. Il 29 settembre l’analisi prodotta dal servizio dell’Ats è stata presentata a Roma alla presidenza dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e all’Inail in una conferenza via web dal titolo “Gli impianti di macellazione quali contesti critici della pandemia Covid-19 in differenti nazioni: attività di indagine a livello nazionale”.

Particolare rilevanza hanno avuto le esperienze maturate sul campo, attraverso l’illustrazione dei dati dell’attività dell’Ats Val Padana, dell’Ats di Milano e dell’Asl di Bari. A rappresentare l’agenzia di tutela della salute di Dosso del Corso erano presenti Anna Marinella Firmi, direttore della struttura complessa Psal, e il dirigente Alberto Righi. L’Istituto superiore di sanità ha voluto avere in pratica la relazione dell'esperienza prodotta dal territorio mantovano, sia sotto il profilo virologico sia sotto l’aspetto della metodologia di approccio da applicare nei controlli aziendali. L’Iss sulla base dell’esperienza maturata nel territorio mantovano (in prevalenza Viadanese e limitrofo con Casalmaggiore) farà un progetto mirato su Covid e macelli. Ma che cosa è emerso dalle ispezioni?

LA PREMESSA

Per contrastare la diffusione del virus nell’ambito delle azione preventive per il contenimento del contagio nel periodo tra fine giugno e i primi di settembre lo Psal del dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria ha condotto alcune indagini negli stabilimenti di macellazione e di trasformazione delle carni del territorio di competenza a seguito del verificarsi di casi di soggetti positivi. I casi sono stati oggetto di inchiesta epidemiologica e sono stati sottoposti a screening a tappeto, tramite tampone naso faringeo, sia i dipendenti delle ditte che gli addetti delle società e delle cooperative di servizi operanti nelle stesse aziende. Il focolaio di origine ha riguardato i Comuni di Viadana e di Casalmaggiore.

I LAVORATORI

Tecnici e sanitari dell’Ats, attraverso l’utilizzo delle schede di controllo già predisposte nel corso dell’anno per altre tipologie di attività all’interno dei nuclei ispettivi Covid e verificando i contenuti della scheda regionale predisposta e condivisa con tutte le Ats e l’anagrafica delle aziende del settore fornita dal dipartimento di prevenzione veterinaria, ha effettuato l’attività di controllo nel territorio di competenza, interessando oltre 4mila lavoratori.

L’ATTIVITA’ DI INDAGINE

Le aziende controllate sono state 77 e le ispezioni hanno interessato la gestione del protocollo anti-Covid, entrate e uscite del personale e dei fornitori, luogo di lavoro e stabilimento, distanziamento fisico dei lavoratori, utilizzo dei dispositivi di protezione, procedure di pulizia e sanificazione.

IL CONTESTO SOCIALE

Significativo anche il contesto sociale emerso durante i controlli: popolazione multietnica (in prevalenza ghanesi e indiani); scarsa o nessuna conoscenza della lingua italiana; mezzi di trasporto occasionali al lavoro (amici e connazionali); precarie condizioni sociali e abitative (abitazioni temporanee da connazionali con presenza di più persone e promiscuità con lavoratori di altre aziende); maggioranza di lavoratori di cooperative con rapporti di lavoro precari e forte turnover; incontri di socialità dopo il lavoro tra gruppi di connazionali in luoghi del territorio.

I PROVVEDIMENTI

Delle 77 aziende controllate, 13 non erano perfettamente in regola. Per due sono scattate sanzioni amministrative e sospensione dell’attività per il mancato rispetto delle procedure e violazioni della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Segnalati in particolare problemi di dimensionamento di bagni, spogliatoi e mense. Trentasei le disposizioni impartite (anche più di una per ogni azienda) per adeguarsi alla normativa.

I POSITIVI

I positivi riscontrati nelle aziende controllate sono stati in totale 168.

LA TASK FORCE

Allo studio dell’Ats hanno collaborato anche Maria Rosa Freddo, Daniela Dolara, Giancarlo Poli, Antonio Piro, Carlo Rossi e Stefano Bacchi.

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