Fallimento della Rifle: a Mantova 4 lavoratrici, Filctem Cgil in campo

La crisi della storica azienda di moda toscana: su 96 dipendenti quattro lavorano nel punto vendita al Mantova Outlet

MANTOVA. Tocca anche Mantova il fallimento della Rifle&co, storica azienda di moda con sede a Barberino del Mugello dichiarato il 1° ottobre dal Tribunale di Firenze. Sui 96 dipendenti complessivi (per lo più donne), fra le sedi di Barberino e Prato e i negozi sparsi in Italia, quattro sono mantovani.

«Si tratta di quattro lavoratrici – dichiara Andrea Loddi della Filctem Cgil – impiegate nel punto vendita di Bagnolo San Vito all’interno del Mantova outlet. In un caso si trattava di un contratto a tempo determinato scaduto ad aprile e non rinnovato. Gli altri tre sono invece contratti a tempo indeterminato di cui due part time e uno full time».

Il negozio non aveva riaperto i battenti dopo il lockdown, le dipendenti erano in cassa integrazione Covid da marzo e una di loro nelle scorse settimane ha presentato le dimissioni per giusta causa per maternità. «Queste lavoratrici hanno una mensilità in arretrato insieme alle indennità da gennaio a oggi – spiega Loddi – Il fallimento inoltre blocca Tfr e spettanze di fine rapporto. Verranno tutte insinuate nel fallimento, ma resta la speranza che qualcuno acquisisca l’azienda. È comunque una corsa contro il tempo per trovare una soluzione per le 96 lavoratrici dell’azienda: il Tribunale ha concesso solo 45 giorni di esercizio provvisorio, ovvero solo fino a metà novembre».

Nata nel 1958, da tempo la Rifle era in difficoltà: «Già nel 2018 aveva chiuso dei punti vendita – conclude Loddi – poi nel 2019 la crisi si è aggravata e il Covid è stato il colpo decisivo».

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