Mantova, il presidente di Confindustria Bonomi al Sociale attacca il governo: «Interventi fermi, manca la fiducia»

Il presidente nazionale boccia i provvedimenti della Fase 2. Palazzi: «Dobbiamo fare squadra per le infrastrutture» 

MANTOVA. «Il Recovery fund è un’opportunità unica, non possiamo permetterci di sbagliare» e gli imprenditori, a partire dai presidenti nazionale Carlo Bonomi e locale Edgardo Bianchi, vogliono poter dire la loro su come e dove quegli oltre 200 miliardi verranno investiti: è stato questo il filo conduttore della 75esima assemblea pubblica di Confindustria aperta dall’appello del sindaco Palazzi a «fare squadra per spingere Regione e governo sugli investimenti che servono per colmare il gap infrastrutturale di cui soffre il nostro territorio» e dall’annuncio che il Comune è al lavoro per «immaginare una nuova governance per il porto di Valdaro» e «che entro dicembre verrà definita la concessione di Autobrennero».

Bonomi: manca fiducia


Riprendendo una delle parole d’ordine lanciate da Bianchi nella sua relazione introduttiva, il presidente nazionale di Confindustria parte dalla fiducia, che manca: «Se noi cittadini non abbiamo fiducia nelle istituzioni, se i corpi intermedi non hanno fiducia nel governo, l’attività pubblica di tutto il Paese si ferma. Se non crediamo nella politica economica messa in campo non investiremo e in questi mesi il governo non ci ha dato molta possibilità di avere questa fiducia». L’attacco è ai provvedimenti per la Fase 2: «Noi condividevano gli interventi emergenziali ma non eravamo convinti degli interventi per la Fase 2 e infatti oggi siamo qui tutti ad aspettare il Recovery fund. È un dato di fatto che gli ultimi due governi sono in attesa di 600 decreti attuativi in un Paese che ha una grande emergenza che non è solo economica, ma di bassa produttività, da 25 anni, e non è colpa nostra». La carenze non sono, sostiene Bonomi, dell’impresa: «Noi siamo carenti in produttività nella pubblica amministrazione, quella che dovrebbe essere ora in grado di gestire i 200 miliardi del Recovery fund».



Recovery fund: vietato sbagliare

Recovery fund che è un’occasione storica «che non possiamo permetterci di perdere e per la quale dobbiamo lavorare tutti insieme, ma non solo a parole». E nel sottolineare che «le nostre battaglie non sono per noi e per le nostre imprese, ma per il Paese, perché siamo un ceto dirigente responsabile che in questo Paese continua a investire», che «per una riforma seria del fisco dobbiamo affrontare seriamente il tema dei sussidi anche alle imprese», Bonomi ribadisce: «Prima vogliamo ragionare, capire quelli che sono impatti ed effetti. Questo è il metodo di lavoro che chiediamo». Insomma «possiamo mettere in campo tutti i miliardi che vogliamo ma se non condividiamo la visione, quelle risorse non si trasformeranno in benessere».

Cassa Covid e decreto dignità

Il numero uno di viale dell’Astronomia torna dal palco del Sociale a polemizzare con l’abbandono delle misure per l’industria 4.0, con quota 100, con la cassa integrazione Covid («avevamo detto che così i soldi non sarebbero arrivati ai dipendenti» ), contro il reddito di cittadinanza là dove «ha eliminato le politiche attive per il lavoro»: «Non ci vengano a dire che noi non abbiamo guardato al futuro del Paese, noi l’abbiamo fatto e con molta responsabilità che purtroppo ci ha riportato a ricevere proiettili e pacchi bomba».

Mantova e il gap infrastrutture

Il passaggio di Bonomi su Mantova è sul suo «gap infrastrutturale significativo»: «Non basta il titolo di un decreto per risolvere il problema, bisogna avere voglia di incidere sui nodi infrastrutturali che bloccano la crescita del Paese, serve responsabilità e coraggio di farlo. Possibile che per risolvere i problemi ci si debba sempre affidare a un commissario?»

La platea: governo ascolti le imprese

Recovery fund irrinunciabile: è la posizione condivisa dalla platea (che quest’anno vede presenti anche due fuoriusciti da Confindustria come Ceccardi di Raccorderie Metalliche e Artioli di Berman). «Le imprese e gli imprenditori italiani – commenta il deputato di Italia Viva Matteo Colaninno – in questi mesi hanno tenuto in piedi l’Italia, oggi siamo di fronte di nuovo a un periodo complesso e l’Italia ha una grande opportunità. I fondi vanno spesi bene, vanno investiti soprattutto dove ci sarà un ritorno sulla crescita economica ed è giusto e doveroso ascoltare le imprese». Sulla stessa linea Emma Marcegaglia: «Deve essere l’occasione per cercare colmare il gap di produttività e di crescita che l’Italia ha accumulato in questi anni. Credo che per farlo sia fondamentale che il governo faccia la sua parte ma che ascolti anche la voce degli imprenditori, delle parti sociali e che ci sia unità». Ma secondo Palazzi «non si può nemmeno perdere il Mes che sono risorse fondamentali per la sanità: se lo Stato si indebitasse in un altro modo pagherebbe interessi ben superiori».
 

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