Passaggi a livello a Mantova: «Tra sei mesi lo studio per eliminare le barriere»

Martedì 6 ottobre il sopralluogo del sindaco, dei tecnici di Rfi e della società di progettazione. Palazzi: «Prioritario intervenire sulle sbarre di Porta Cerese e Gambarara»

MANTOVA. Un paio d’ore a guardare strade che si incrociano, aree limitrofe che potrebbero ospitare operai e macchinari, sbarre che scendono e si alzano, e il traffico all’ora di punta. E ad annotare minuziosamente su un taccuino dati e impressioni. Il sopralluogo dei tecnici inviati da Rfi con il sindaco Mattia Palazzi ai due passaggi a livello di Porta Cerese e di Gambarara che strozzano il traffico cittadino e che per questo i mantovani vogliono eliminare per rendere più scorrevole la circolazione da e per la città, si è concluso tra l’ottimismo generale.

«Abbiamo iniziato a lavorare concretamente a quello che avevamo promesso» dice al termine il sindaco. Che puntualizza: «A due settimane dal voto si va. Ci vorrà del tempo per realizzare quello che abbiamo in mente, e cioè di eliminare i due passaggi a livello, ma – promette – non molleremo di una virgola». Lo schema di lavoro è quello già adottato con Rfi per realizzare il sottopasso davanti alla stazione ferroviaria di piazza don Leoni: convenzione, co-finanziamento dell’opera tra ministero delle infrastrutture, Rfi e Comune, progetti e lavori.


Ieri, intanto, è stato fatto «un passo fondamentale» come dice Palazzi. Con i tecnici di Rfi c’erano quelli della società di progettazione a cui si è affidata Rete ferroviaria italiana per progettare il superamento dei due passaggi a livello. «Un bellissimo segnale – commenta il sindaco – Questo vuol dire che siamo già operativi». In pochi mesi, è l’obiettivo del primo cittadino, sarà pronto lo studio di fattibilità tecnico-economico che darà la dimensione del costo delle opere da realizzare e, soprattutto, dirà come superare i passaggi a livello, probabilmente con due sottopassi.

«Entro sei mesi – dice Palazzi – avremo lo studio di fattibilità tecnico-economica. Nel frattempo, lavoreremo per redigere una convenzione come quella che sta alla base del sottopasso di piazza don Leoni, i cui lavori ricordo partiranno tra tre mesi. Nella convenzione stabiliremo le quote di co-finanziamento per eliminare le barriere di Porta Cerese e di Gambara, quelle che noi riteniamo strategiche per migliorare la viabilità in città e sulle quali bisogna intervenire da subito».

Con il sindaco e i tecnici di Rfi ieri c’erano il dirigente del settore lavori pubblici del Comune Carmine Mastromarino e l’esperto di viabilità della Polizia locale Fabio Arvati. È toccato a loro illustrare ai tecnici di Rfi e a quelli della società di progettazione le caratteristiche della circolazione stradale a Gambarara e a Porta Cerese e a rispondere alle loro domande. Il sopralluogo è servito ai tecnici di Rfi per avere un primo quadro sull’area d’intervento: un conto è desumerlo dall’esame delle mappe, un altro farselo direttamente sul posto, rendendosi conto dal vivo di quale sia il problema da risolvere.

Non è ancora il momento per sbilanciarsi su dove andrà eventualmente il sottopasso, per esempio di Porta Cerese, se sarà, cioè, il proseguimento dell’attuale strada con un “buco” sotto al passaggio a livello, oppure se sarà necessario spostarsi verso via Brennero sfruttando magari il sottopasso esistente. La soluzione tecnica per i due passaggi a livello uscirà dallo studio di fattibilità. Il Comune si aspetta che Rfi presenti più proposte tra cui scegliere quella ritenuta più confacente per la città.
 

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