Confindustria e Provincia: Stato e Regione lavorino per fare l’autostrada

L’associazione: il ministro ha raggelato le nostre aspettative Morselli: quel che più conta è che Milano dica cosa vuol fare

MANTOVA. «Non ci interessa molto il ping pong tra Ministero e Regione sulla Mantova-Cremona. Quello che il territorio mantovano si aspetta è che l’autostrada si costruisca e su questo è la Regione che deve chiarire cosa intende fare». Il presidente della Provincia, Beniamino Morselli, ha letto sui giornali le dichiarazioni del ministro alle infrastrutture Paola De Micheli durante il forum del Sole 24 Ore. «Spesso ci si confonde, parlando di opere "bloccate" mentre ci si riferisce a opere mai del tutto approvate: come l'autostrada Mantova-Cremona» le parole del ministro. Una doccia fredda per il Mantovano, che attraverso gli Stati generali convocati dalla Provincia, aveva posto l’infrastruttura, in un documento inviato a Milano, tra le opere prioritarie per il territorio. «No, non è una doccia fredda – dice Morselli – quello che ha dichiarato il ministro è in effetti la descrizione dello stato attuale dell’opera, ma non influenza l’iter dell’autostrada. È un opera di competenza regionale, tranne quegli 8 chilometri comuni con il Tibre, infrastruttura di concessione dello Stato».



Il presidente della Provincia, insomma, va al di là delle frizioni tra Roma e Milano. Non dà torto al ministro, ma il punto è che il vero interlocutore è regione Lombardia.

Già, perché l’ultima versione del progetto dell’infrastruttura elaborato da Stradivaria è da circa un mese in mano ad Aria, l’azienda regionale che si occupa delle grandi infrastrutture viarie e non solo. Un lavoro lungo, perché in base all’analisi fatta dai tecnici, la Regione deciderà se dare il via libera all’opera con relativo finanziamento (il costo stimato è di 883 milioni di euro).

Preoccupati i vertici di Confindustria delle due province e di Ance, l’associazione dei costruttori edili. «L’autostrada Mantova-Cremona è un’opera essenziale per i due territori, che serve a colmare parte del gap infrastrutturale di quest’area della Lombardia, da sempre trascurata– si legge in una nota firmata da Edgardo Bianchi (Confindustria Mantova), Francesco Buzzella (Associazione industriali di Cremona) e Attilio Scacchetti (Ance Mantova) – Questa autostrada rappresenta molto di più di un collegamento fra due province: si pone come ma un’arteria di collegamento fra est ed ovest, tra Lombardia, Emilia e Veneto. Dopo quasi 20 anni, di fronte all’impegno di Regione Lombardia, alla presentazione, un mese fa, del progetto definitivo da parte della concessionaria Stradivaria, siamo ad un momento di svolta che necessita della sinergia di tutti gli stakeholder di riferimento. Riteniamo inutili le schermaglie, non giovano a nessuno. In questo momento storico servono coesione e unità di intenti. Le dichiarazioni del Ministro De Micheli hanno gelato le aspettative di territori che da tanto tempo hanno avviato un percorso chiaro e preciso. Oggi queste aspettative non possono essere nuovamente disattese. Chiediamo al Ministero che si faccia carico delle opere complementari e compensative, e la Regione del finanziamento del tracciato. L’obiettivo deve essere quello di avviare i lavori entro la fine del 2021».

Il sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio, trova che «quella del ministro è una constatazione della situazione, ma non vorrei che avesse scordato ciò che lei stessa disse a Cremona pochi mesi fa. Il ministro si è assunto impegni precisi sulle opere complementari (a partire dagli 8 chilometri in comune con Tibre, ovviamente), così come la Regione si è impegnata sull’autostrada. Ma voglio vedere atti concreti, delle parole non mi fido più». —


 

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