Il Comune restaura le scritte fasciste: Roncoferraro si divide

L’ex sindaco Baruffaldi: «Una vergogna». L’Anpi valuta azioni Rossi: «Solo rispetto storico». Archi: «Ci saranno pannelli esplicativi» 

RONCOFERRARO. Il Comune restaura il pennone davanti alle scuole facendo riemergere dall’oblìo le ormai illeggibili scritte mussoliniane che inneggiano alla guerra, all’impero fascista, ai legionari. Per l’ex sindaco Federico Baruffaldi è un atto grave: «Pretendiamo dei chiarimenti dall’amministrazione per questa vergogna». Il sindaco Sergio Rossi replica a stretto giro che l’operazione è compiuta nel quadro di una generale risistemazione dei monumenti. E che le scritte «sono state mantenute per non modificare il valore storico del monumento».



Ma la frittata è fatta ed il paese si divide. È giusto o meno mettere in risalto quei messaggi? Restaurare è dare risalto anche ai contenuti?



«Sgombro un equivoco. Non voglio cancellare la memoria di quel periodo e da sindaco ho ripristinato il ricordo delle Foibe - dice Baruffaldi -. Il mio disappunto è che quel messaggio di guerra imperiale è davanti alla scuola e alla chiesa. I bambini non hanno strumenti culturali per comprendere di che cosa si parla. Basterebbe contestualizzare con un cartello che spieghi. E mi auguro che il 4 novembre la bandiera italiana non sia issata vicino a quelle parole». In consiglio sarà presentata una mozione.

Intanto l’Associazione nazionale partigiani (Anpi) va più in là. «Temo non sia una operazione così ingenua del Comune -dice il presidente provinciale, Luigi Benevelli - Io a fianco metterei il cartello per ricordare quanti roncoferraresi sono morti nelle guerre coloniali, quanti feriti, vedove, orfani ci sono stati. Perché quelle scritte sono l’humusche ha portato alle guerre». L’associazione sta valutando una possibile segnalazione al prefetto.

Per il parroco, don Stefano Tognetti, «la storia non si può cancellare, ma ciascuno può o meno prendere le distanze dall’ideologia. Vorrei, però, vedere il progetto di restauro nel suo complesso, prima di giudicare».

Il monumento è stato studiato da una storica locale, Livia Calciolari: «Quello è il “Pennone dell’Impero” fatto erigere da privati cittadini agli inizi del 1937 per ricordare i legionari roncoferrraresi nella guerra d’Etiopia. Un lato, la frase di Mussolini, era parzialmente leggibile. L’altro era cancellato ed è stato ricostruito. Mi va bene un restauro conservativo. Ma riportare alla luce le scritte va oltre e rasenta la sottolineatura anche ideologica. Bastava una targhetta ricordo».

A fornire spiegazioni è l’assessore alla Cultura, Roberto Archi. «Quello che abbiamo restaurato - spiega - è uno dei pennoni più alti della provincia di Mantova, oltre 22 metri. Fu voluto dai roncoferraresi per onorare la memoria dei concittadini che partirono in guerra. A ricordare il loro impegno ci sono le foto nel nostro municipio. È parte della storia del nostro territorio e non la si può e nemmeno deve cancellare. Abbiamo ripulito consentendo alla gente di leggere le scritte. Non per una scelta ideologica. Ma perché i documenti, le testimonianze e i monumenti del proprio paese vanno preservati. Metteremo a fianco un cartello esplicativo. Ma mi auguro che nessuno speculi su questa vicenda». —

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