Stradivaria si aspetta il giudizio sul progetto entro la fine dell’anno

MANTOVA. «Il nostro referente è la Regione. C’è però un tema da dirimere che è la concessione sugli otto chilometri in comune con Tibre, e questa è materia di competenza del Ministero. Al di là delle dichiarazioni, credo che Governo e Regione dovrebbero mettersi attorno a un tavolo per decidere come muoversi». Carlo Vezzini è il presidente di Stradivaria, la società concessionaria per la progettazione e la costruzione dell’autostrada tra Cremona e Mantova (o meglio, come sottolinea la stessa società, tra le autostrade A1 e A22, al casello Mantova sud). Quando gli chiediamo cosa ne pensa delle dichiarazioni del ministro alle infrastrutture, non nasconde di essere rimasto stupito.

Certo, la storia infinita di questa infrastruttura è scritta solo sulla carta e su un numero infinito di promesse, di polemiche, di documenti e di dichiarazioni. Ed è vero, di cantieri non ce ne sono. Ma l’iter dell’ultimo progetto presentato dalla società alla fine di agosto alla Regione (all’agenzia regionale Aria, per la precisione) con relativa previsione dei costi (883 milioni, circa 200 in meno rispetto al progetto originale del 2014), non è nel limbo.


Certamente ci sono molte incognite e da parte degli enti locali, dalla Provincia ai Comuni interessati (ma anche alle categorie produttive ed economiche), c’è la forte esigenza di arrivare al dunque. Ma un percorso c’è.

«Contiamo che Aria concluda le valutazioni entro le fine dell’anno – dice Vezzini – l’opera è inserita nel piano territoriale regionale come priorità. Manca l’ultimo tassello, la conferenza di servizi finale. Dovremo confrontarci con la Regione per l’equilibrio economico finanziario. Con lo Stato rimane aperta la questione del tratto comune con Tibre. Noi abbiamo anche dato la disponibilità a progettarlo, se può servire ad accelerare i tempi».

L’autostrada sarà lunga 66,3 chilometri, con due corsie per ogni senso di marcia. Il tratto finale coinciderà con tutta la tangenziale sud di Mantova (che verrà riqualificata e ampliata per omologarla alle caratteristiche dell’ autostrada).

Il progetto prevede naturalmente il prolungamento della tangenziale fino all’innesto con il casello dell’Autobrennero a partire dall’area della Valle dei fiori. —
 

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