Autista contromano urta l’auto dei vigili

Aveva sbagliato manovra ed è stato multato. Per lui anche l'alcol-test: "Ero solo stanco, trattato come un ubriaco"

MANTOVA. «Ho sbagliato, lo ammetto. Ho commesso un errore durante una manovra mentre guidavo l’autobus. Ho imboccato una strada contromano e ho fatto un centinaio di metri ma non c’era nessuno dall’altra parte e nessun passeggero sul bus. Così sono sbucato nell’altra via e mi sono rimesso in carreggiata. Ma lì c’erano i vigili che mi hanno fermato». Giuseppe Coco, 64 anni, da 22 alla guida degli autobus dell’Apam, non ce l’ha tanto con la multa da 29 euro che ha dovuto pagare per l’infrazione, ma per l’obbligatorietà di sottoporsi all’alcol-test.

«Mi hanno trattato come se fossi un ubriaco – continua – ed è questo che mi ha dato fastidio. Il test è risultato negativo ma forse me lo hanno voluto fare perché mentre accostavo il bus dopo essere stato fermato ho toccato l’auto della polizia locale e ho rotto una freccia». L’autista dell’Apam giustifica il suo errore dicendo che dopo una giornata di lavoro gli avevano chiesto di fare tre ore di straordinario urbano. «Se c’è da lavorare non mi tiro mai indietro. Era l’ultima corsa e stavo andando verso l’ospedale. Ho imboccato una strada contromano, quella da prendere era quella parallela ma non ho fatto retromarcia perché non c’era nessuno. Cento metri ed ero già dall’altra parte. Mi ha dato fastidio l’alcol-test e poi l’arrivo dei carabinieri dopo che avevo leggermente urtato l’auto dei vigili. Temo a questo punto un rapporto da parte della mia azienda con sospensione di alcuni giorni, ma non è giusto».



 

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