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Conferito alla parrocchiale il titolo di Basilica minore

L’annuncio nella messa con il vescovo ieri nella chiesa di San Benedetto Abate. I fedeli in giorni particolari dell’anno potranno ottenere l’indulgenza plenaria

M.P.
2 minuti di lettura

GONZAGA. La chiesa parrocchiale di Gonzaga dedicata a San Benedetto Abate è diventata Basilica Minore. Ieri mattina durante la messa, il vescovo Marco Busca ha annunciato alla comunità il riconoscimento del titolo promulgato con decreto dalla Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, che esprime un particolare vincolo con la Chiesa Romana e col Papa. «Fin dalla Quarta d’Avvento 2016 ho respirato una bella liturgia, non solo per il coro o i ministeri ma perché qui c’è un’assemblea che prega – ha detto il vescovo nell’omelia -. Nel mondo sono 1.100 le Basiliche Minori, 550 in Italia.

Oggi avete l’onere e l’onore di pregare in una Basilica Minore». Dopo l’eucarestia è intervenuto il priore don Lorenzo Lorenzini che ha letto le motivazioni del titolo: «Questa circostanza, se da un lato ci riempie di gioia, dall'altro ci responsabilizza, perché la Basilica di S. Benedetto Abate diventa per noi un ricordo costante della comunione col Papa, che il conferimento di questo titolo suppone, e un’esortazione a intensificare la preghiera per lui. Un grazie sincero e cordiale va al vescovo Marco che ha presentato la domanda alla Congregazione e al Comitato di cittadini gonzaghesi che si è fatto promotore di questo evento». Parole seguite dall’applauso spontaneo dei 200 fedeli in chiesa come da disposizioni anti-Covid19.

I fedeli che visitano devotamente la Basilica e che recitano il Padre nostro e il Credo, alle condizioni della Confessione sacramentale, della Comunione eucaristica e della preghiera secondo l’intenzione del Papa, possono ottenere l’indulgenza plenaria nel giorno dell’anniversario della dedicazione della Basilica stessa (1 ottobre), nella celebrazione liturgica del titolare San Benedetto Abate (11 luglio), nella solennità dei santi Pietro e Paolo (29 giugno), nel giorno della concessione del titolo di Basilica (9 giugno); una volta nel giorno stabilito dall’Ordinario del luogo (8 settembre) una volta all’anno nel giorno liberamente scelto da ogni fedele.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Elisabetta Galeotti, il vicesindaco Carla Ferrari e il comandante della stazione carabinieri luogotenente Carlo Pavese oltre ad alcuni membri del comitato che ha lavorato per il riconoscimento di Basilica Minore: l’architetto Gabriele Vittorio Ruffi, che ha curato i testi dell’opuscolo distribuito all’uscita dalla Basilica; il professore Mauro Lasagna che ha corretto e tradotto tutti i documenti in latino; lo storico Giancarlo Malacarne che ha realizzato lo stemma; Claudio Terzi, Luigi Cavazzoli, Stefano Ficarelli, Aldo Pirondini, Stefano Pavesi e Silvio Rasini.

«Dopo il riconoscimento di Città nel 2016 l’intitolazione a Basilica Minore della chiesa di San Benedetto Abate è un’ulteriore testimonianza del prestigio storico e culturale di Gonzaga e del suo territorio – ha detto nel suo intervento la sindaca –. Gonzaga è un luogo d’incontro, un crocevia di culture diverse. Oggi di questa ricchezza dobbiamo essere orgogliosi e rinnovarne il valore». Era il 1100 quando la grancontessa Matilde sottopose la chiesa, già possesso dei Canossa, e l’adiacente monastero al controllo della Santa Sede con il governo dell’abate del Cenobio di Polirone, istituendo un priorato con numerosi monaci. Oltre alla parrocchiale, rileva a Gonzaga anche la presenza per secoli dell’ex convento di S. Maria, fondato da Girolamo Redini dopo un evento miracoloso che aveva coinvolto il marchese Francesco II Gonzaga. Il convento fu prima affidato agli Eremiti di S. Maria in Gonzaga e poi, dal 1580 al 1780 ai Carmelitani. Dopo la soppressione, la venerata immagine della Beata Vergine dei Miracoli fu portata in parrocchiale, riconosciuta santuario mariano. —

M.P.
 

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