Restauri del Ventennio a Roncoferraro: Mazzali difende Archi mentre il Pd va all’attacco

 La consigliera regionale di FdI si schiera con la giunta: «Invidie da chi ha perso». Marcheselli: «No a una nuova Predappio»  

MANTOVA. Continua a far discutere la decisione del Comune di Roncoferraro di restaurare il pennone davanti alle scuole facendo riemergere le ormai illeggibili scritte mussoliniane che inneggiano all’impero. Dopo che il caso è stato sollevato dall’ex sindaco Federico Baruffaldi, la censura dell’Anpi, la difesa – da destra – del Comune da parte di Progetto Nazionale, e l’intervento – da sinistra – di eQual «Roncoferraro non è la Predappio mantovana»), ora tocca alla consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Barbara Mazzali, e al segretario provinciale del Pd, Marco Marcheselli. Nuovo botta e risposta.



«Le accuse al professor Roberto Archi sono irricevibili – dice la Mazzali, che prende le difese della giunta – Sono fiera di conoscere Archi, che per 44 anni è stato in servizio nella scuola e che è un uomo di cultura e un appassionato storico. Dopo che per anni le precedenti amministrazioni di centrosinistra non avevano pulito i monumenti ai Caduti, Archi ha deciso di provvedere a farli tornare alla dignità che meritano. Tra i monumenti puliti, ne è saltato fuori uno con il motto fascista tanto temuto da Baruffaldi e Archi ha deciso di contattare una famosa storica e l’istituto di storia contemporanea per mettere accanto alla stele un pannello esplicativo che lo inserisse nella sua cornice storica. Tutto qui. Conoscendo Archi, lo avrebbe fatto anche se fosse stato un monumento a Lenin. Tutto il mio incondizionato sostegno all’assessore di Fratelli d’Italia, che si è trovato al centro di accuse strumentali mosse da chi ancora non ha digerito di aver perso le elezioni».

Di tutt’altro avviso Marcheselli: «Roncoferraro come Predappio? Se l’idea era quella di promuovere Roncoferraro, credo che l’amministrazione comunale ci sia riuscita: le fotografie di teste rasate con tricolore schierate in posa marziale, arrivate in paese lunedì scorso, hanno fatto il giro d’Italia. L’occasione è stata la commemorazione di Norma Cossetto, studentessa istriana infoibata.Commemorazione non criticabile di per sé, ma strumentalizzata anche alla luce del recente episodio riguardante la restaurazione del pennone Vorrei chiedere al sindaco Sergio Rossi se è contento che la notorietà di Roncoferraro sia legata a questi tipi di episodi e ai cittadini se sono d’accordo sull’utilizzo fatto del denaro pubblico». «Mi auguro – prosegue Marcheselli – che se ci sarà un’inaugurazione del pennone restaurato, il sindaco e lo stesso Archi pronunceranno parole nettissime di condanna nei confronti delle frasi di esaltazione della violenza e della guerra impresse nel monumento, che tanto dolore hanno causato all’Italia e agli italiani. E visto che il pennone si trova vicino a una scuola, spero che anche gli alunni possano essere coinvolti in un progetto per far capire loro gli orrori del fascismo».
 

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