Ecco il ponte sul canale Nuova porta del paese per gli amanti del verde

Dal 21 la struttura a disposizione di residenti e cicloturisti Anche lo storico vicolo Molini è stato rimesso a nuovo

monzambano

Entro il 21 ottobre, il ponte sul canale Virgilio, che collega il centro storico di Monzambano alla valle del Mincio, sarà interamente a disposizione della cittadinanza e dei turisti. Risale a qualche settimana fa il montaggio della nuova struttura, ed ora all’appello mancano soltanto i lavori complementari per renderla accessibile.


Anche vicolo Molini, una delle diramazioni di via Umberto I che, attraverso la nuova passerella, fungerà da collegamento dalla vallata al paese e viceversa, è stata rimessa lucido: un’apertura storica, immersa nel verde, corredata da una maestosa scalinata con i gradoni in ciottoli, già citata in una piantina del 1753. Unitamente alla passatoia, grazie alla convenzione con la parrocchia, è stata prevista una piccola area di sosta per le biciclette, ideale per l’elevato numero di appassionati del pedale che popolano la ciclabile Mantova-Peschiera.

Ebbene, le persone che giungono da Peschiera o da Mantova potranno posteggiare la propria bici e risalire comodamente il vicolo a piedi sino al cuore di Monzambano, senza essere disturbati dal traffico veicolare. Una volta raggiunto il corso principale del paese, sarà possibile accedere alle diverse attività commerciali, alla chiesa parrocchiale di San Michele e a quella più piccola dell’Annunciazione della Beata Vergine, o, diversamente chiamata della Disciplina, e alla suggestiva piazzetta delle Arti e dei Mestieri con la balconata sul Mincio.

I punti visitabili non si fermano qui: basti pensare alle piazze, al leggendario castello di origine medioevale, e, più in là, distante di qualche chilometro, al borgo di Castellaro Lagusello.

Tornando al progetto, quest’ultimo prevede il ripristino di una piattaforma rialzata in riva al canale, in un’area di proprietà della curia, che potrà essere concessa per l’organizzazione di eventi culturali, godendo di un vero e proprio palcoscenico naturale.

Si conclude così il progetto denominato “Dal castello al fiume”, risalente al 2010 e finanziato per circa l’80% con i contributi del Gal, al costo di 140mila euro. Era inserito nel più ampio percorso di riqualificazione storico ambientale, il cosiddetto “Waterfront” dal Garda al Po, finanziato da fondi dell’Unione europea. —

Elisa Turcato

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