Ristoratori e baristi: «Misure dannose, puniti senza colpa»

Coprifuoco a metà: serrande abbassate a mezzanotte. E lo stop alle gite affonda il settore del noleggio pullman

MANTOVA. Oscilla tra rabbia e sollievo la reazione delle categorie interessate dalle nuove misure anti-Covid per arginare la seconda ondata. Il sollievo (relativo) è per il pericolo sventato di un altro lockdown. La rabbia è per la stretta ulteriore, che mortifica gli sforzi e rosicchierà fatturati già precari. E poi si teme l’effetto psicologico, il confinamento indotto che minaccia di demolire la socialità faticosamente riconquistata. Baristi, ristoratori, guide turistiche, aziende di noleggio di autobus gran turismo: il malumore attraversa e scuote tutti. E c’è già chi ha dovuto chiudere bottega, per non farsi troppo male. Cosi la ditta Morelli Viaggi di Ospitaletto, frazione di Castellucchio.

Baristi e ristoratori


Comanda il governo che «le attività dei servizi di ristorazione» si fermino a mezzanotte, ma solo se è previsto il servizio al tavolo, altrimenti si deve chiudere alle 21. Restano consentiti le consegne a domicilio e l’asporto. Per Confcommercio Mantova si tratta di misure «inefficaci e inutilmente punitive per un settore che è già stato colpito pesantemente». Contestate anche le strette su feste e banchetti e la proroga alla chiusura delle sale da ballo.

«Per molti settori, soprattutto nel comparto turistico, l’anno si chiuderà con diminuzioni severe, anche a due cifre – avverte il direttore Nicola Dal Dosso – e queste ulteriori restrizioni rischiano di rappresentare il colpo di grazia per molte aziende con gravi ripercussioni in termini economici, occupazionali e sociali».

«Comprendiamo la preoccupazione del governo e delle autorità, ma i dati dimostrano che il contagio non passa dai pubblici esercizi – interviene Giampietro Ferri di Fipe Confcommercio – basterebbe il rispetto delle norme fondamentali, mascherina, distanziamento, sanificazione delle mani e misurazione della temperatura. Non possiamo pensare di vivere in una bolla di vetro». «Siamo amareggiati – scandisce Mattia Pedrazzoli, che nel perimetro di Fipe rappresenta i baristi – ci siamo allineati subito alle misure anti-contagio, sostenendo anche delle spese, e ora torniamo indietro per colpe non nostre. Sarebbe stato sufficiente insistere sulle regole già in vigore. Certo, se l’alternativa era il lockdown, meglio le restrizioni, ma già adesso i bar sono i luoghi più sicuri».

Il ragionamento è condiviso da Stefano Solci, ristoratore e vicepresidente di Confesercenti Mantova: «Nel momento in cui il bar tira giù la serranda, la gente occupa i tavolini all’aperto non più presidiati e si comporta in maniera incontrollata. A rigor di logica, la chiusura anticipata è dannosa. E poi passa un messaggio negativo, che scoraggia la vita sociale delle persone».

Guide turistiche

Non solo viaggi d’istruzione da altre province: il nuovo decreto anti-Covid congela anche le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle scuole nella propria città. Si dice perplessa Serena Previti di Federagit Confesercenti: «Servirebbe un po’ di coraggio in più, anche perché noi lavoriamo in grandissima sicurezza. Ad ogni modo, se il sacrificio è necessario a uscire dalle emergenza in due o tre mesi, allora l’accetto di buon grado. Ma non può essere che io rinunci ad accompagnare un gruppo di studenti, e poi sugli autobus i ragazzi siano stipati, oppure si tolleri la movida». «Continuano a mancare indennizzi, misure di sostegno e ammortizzatori sociali – denuncia Alessia Margonari di Confguide Confcommercio – le nostre competenze e la nostra professionalità non possono essere trasmesse da remoto, e dall’altra parte niente potrà sostituire il piacere e le emozioni di una gita a Mantova».

Noleggio autobus

Un mattone sulla testa così improvviso e pesante, Attilio Morelli non se l’aspettava proprio. Come tutti. Più di tutti. Lui che dopo quasi 35 anni di attività ha dovuto chiudere la sua ditta di noleggio di autobus gran turismo. Non gli è andata nemmeno troppo male, il figlio ha trovato lavoro come autotrasportatore e lui è in età da pensione. I pullman, però, sono in garage e uno lo stanno ancora pagando a rate. «Di questo passo falliranno tutte le aziende di noleggio – prevede Morelli – non do colpe a nessuno, ma il settore è stato abbandonato. Sopravvive chi lavora con i servizi scolastici, gli altri sono tutti a terra. Che amarezza finire così». 




 

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