Un anno di lavori nel chiostro: museo più ampio

Il cantiere è stato aperto per il secondo lotto. L’obiettivo è rinnovare il percorso per i visitatori all’interno del Polirone

SAN BENEDETTO PO. Si è appena aperto il cantiere per il secondo lotto dei lavori sul Chiostro dei Secolari, relativi in particolare agli ambienti del primo piano, adibiti a deposito del Museo civico polironiano di San Benedetto Po. Questo comporterà, non appena terminato l’intervento, per il quale si prevede la durata di circa un anno, sia l’ampliamento del percorso di visita del Museo, sia il riordino e l’apertura al pubblico di tutto il materiale conservato nei depositi.

Dal punto di vista statico, i lavori servono a consolidare la struttura, che ha subito pesanti danni per il terremoto 2012, elevandone il grado di resistenza sismica, ma anche a riqualificare degli interni con il rinnovo di tutta l’impiantistica e dei serramenti, modificando magari alcuni spazi.


Negli scorsi anni era stato realizzato un primo stralcio sul lato est, con un intervento rimasto al grezzo, mentre gli altri due lati erano stati solo puntellati per la messa in sicurezza.

Ora i lavori riprendono con un nuovo finanziamento sul decreto legge 74 (il cosiddetto decreto sisma del 2012) che permetterà di completare il recupero.

Il progetto è impegnativo, visto che si tratta di intervenire su ambienti che non hanno mai avuto manutenzione né hanno mai svolto una funzione espositiva, poiché hanno ospitato fino al 2000 istituti scolastici, prima l’avviamento, poi l’Istituto professionale per l’Agricoltura.

«I deposti, che occupano i quattro lati del chiostro – spiega Federica Guidetti, conservatrice del Museo – sono inaccessibili al pubblico dal 2012. Con l’apertura del cantiere si aprono nuove prospettive per valorizzare gli oggetti finora accatastati in spazi non adeguati. Eppure questi oggetti, per la gran parte testimoni della civiltà contadina, sono il cuore del Museo. Per questo abbiamo già in progetto di dotare gli ambienti ristrutturati sui lati est e sud con nuove scaffalature, per rendere maggiormente fruibile il nostro patrimonio, aprendolo su richiesta ai turisti, ai ricercatori e alle attività didattiche». —

 

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