L’ex sindaco Baruffaldi rilancia: «Se Archi è fascista si dimetta»

Ancora polemiche sulle scritte di Mussolini ripulite: oggi c’è la manifestazione. Interviene il primo cittadino: «L’assessore è solo iscritto a Fratelli d’Italia»

RONCOFERRARO. Roncoferraro fascista sì o Roncoferraro fascista no? La domanda serpeggia tra i tavolini dei bar, tra i crocchi in piazza e da un gruppo politico o da un’associazione all’altro. Col risultato che si continua a parlare di questa aria da Ventennio che qualcuno sente di respirare in paese. E non se ne parla solo. Proprio questa mattina alle 11 in Corte Grande è organizzata una manifestazione antifascista, «per dimostrare – informa un comunicato – contrarietà alle iniziative di stampo fascista organizzate dall’amministrazione comunale fin dal suo insediamento». L’evento è organizzato dal gruppo di minoranza “Per la nostra comunità” assieme a Anpi, Arci, Pd, Combattenti e Reduci, Equal, Potere al popolo.



I riferimenti – come già scritto – sono al restauro del pennone di fronte alle scuole che ha riportato alla luce scritte che risalgono al periodo fascista e alla manifestazione in piazza, lunedì scorso, di un gruppo di estrema destra in occasione dell’anniversario della morte di Norma Cossetto, vittima delle Foibe.



Torna sul caso il capogruppo di minoranza, l’ex sindaco Federico Baruffaldi – che tra l’altro aveva sollevato la questione iniziale – sostenendo che «l’assessore alla cultura Roberto Archi si nasconde dietro una foglia di fico. L’assessore ha già fatto capire in vari modi di essere fascista, allora lo dichiari ufficialmente; inoltre rinunci al cavalierato della Repubblica che gli era stato assegnato e si dimetta da una carica democratica come quella che ricopre».

Baruffaldi fa riferimento ad una pagina Facebook, adesso rimossa («ma io ho ancora lo screenshot») in cui Archi dichiara la sua appartenenza al Movimento Fascismo e Libertà. A questo punto interviene il sindaco Sergio Rossi che, in modo pacato, cerca di spegnere le polemiche e riportare l’attenzione «su quello che dobbiamo fare per il nostro paese e la nostra comunità».

«Io sono davvero sbalordito da tutto il clamore di questi giorni – spiega –. Volevamo solo ripulire un monumento e spiegheremo le scritte scoperte dando incarico all’Istituto mantovano di storia contemporanea. La richiesta ufficiale la faremo a breve, per ora abbiamo contattato una collaboratrice». E ancora: «Ho parlato con Archi, mi ha assicurato di non appartenere al Movimento Fascismo e Libertà; era apparso un suo pseudonimo perché lui è un casanovista (appassionato della storia di Casanova, ndr), ma è solo iscritto a Fratelli d’Italia. Noi non vogliamo riportare il Ventennio in paese, ma lavorare per la nostra comunità». –

DM. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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