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Prende forza la protesta di via IV Novembre contro l’azienda Gardani

Presentato un secondo ricorso contro l’ampliamento dell’attività produttiva del “cottificio”: il Tar fissa la discussione ad aprile

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VIADANA. Prende forza la protesta dei residenti di via IV Novembre contro l’ampliamento della Gardani. I due ricorsi presentati diventeranno un unico provvedimento su cui il Tar si esprimerà con giudizio sul merito il prossimo 14 aprile.

La decisione è stata presa nell’udienza del 14 ottobre.

I ricorsi di cui si parla sono stati presentati dai residenti di via IV Novembre a Cicognara contro Comune di Viadana, Provincia di Mantova e l’azienda di trasformazione carni, il “cottificio” Gardani.

Il primo del 2016 fa riferimento alla trasformazione in area produttiva di uno stabile interno all’area della Gardani, peraltro vicino alla casa dove visse e operò Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura 1926.

La protesta dei residenti venne proprio sostenuta da un costituito Comitato IV Novembre, che aveva chiesto al Comune di rivedere il progetto licenziato nel 2016 ed aveva varcato pure il Mediterraneo, trovando l’appoggio dell’Istituto etnografico della Sardegna che oggi gestisce la Casa-museo Grazia Deledda, ospitata nella casa natale dell’unica scrittrice italiana sinora premiata con il Nobel.

L’autorizzazione del Comune e della Conferenza dei servizi alla fine era stata concessa ma con dei limiti: l’attività produttiva avrebbe dovuto riguardare solo lo stoccaggio e lungo via IV Novembre avrebbero dovuto transitare al massimo due autocarri al giorno.

«I residenti che assisto - ci spiega l’avvocato Paolo Antonini di Casalmaggiore - in breve tempo hanno notato che i limiti venivano sforati; hanno chiamato la polizia locale che contò una media di 24 tir al giorno. Quindi già nel 2016 abbiamo presentato ricorso. La sospensiva non è stata emessa ma il Tar non è ancora entrato nel merito di questo procedimento».

Nell’agosto scorso, la miccia che ha dato il via al nuovo ricorso.

«Durante l’estate la Provincia ha rilasciato un’autorizzazione unica ambientale alla Gardani, che aveva chiesto una serie di piccole modifiche - va avanti Antonini - abbiamo chiesto i documenti e scopriamo che le modifiche, in realtà, comprendono una richiesta di ampliamento dello stabile oggetto del ricorso 2016 del triplo, cioè da 96 a 274 metri quadri. Cosa che tra l’altro andrebbe a stravolgere gli stessi limiti imposti nel 2016 dall’Asl. Di conseguenza abbiamo presentato un nuovo ricorso».

A questo punto, il Tribunale amministrativo regionale di Brescia si è ritrovato tra le mani i due ricorsi, uno relativo alla pratica urbanistica della variante richiesta dalla Gardani, e l’altro riguardante la questione ambientale. Li ha riuniti per dare un giudizio sul merito il prossimo 14 aprile. —

DM

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