Mantova, bambino si sente male mentre gioca: azienda denunciata per i fitofarmaci

Gli episodi a Borgocarbonara. Crisi respiratoria, nausea e vomito: sotto accusa l’uso di antiparassitari. Indagini della polizia stradale

BORGOCARBONARA. Un’azienda agricola di Borgocarbonara è stata denunciata alla procura per l’utilizzo di antiparassitari e fitofarmaci che avrebbero causato una crisi respiratoria a un bambino che vive vicino alla proprietà. La polizia stradale di Ostiglia, che ha raccolto la denuncia per poi inviarla in procura, ha chiesto al titolare dell’azienda il registro degli antiparassitari e al Comune di compiere accertamenti sullo stato dei luoghi.

Sempre secondo le accuse non sarebbero state rispettate alcune delle norme previste dal Piano agricoltura nazionale, come ad esempio la comunicazione sulla scheda di sicurezza e sulla tipologia dei prodotti utilizzati.



La denuncia è stata infatti presentata dal vicino di casa dell’imprenditore agricolo il 5 ottobre. In essa sono enumerati i molteplici episodi oggetto di contestazione.

Il 29 marzo, poco dopo le otto, è stato eseguito un trattamento a mezzo di atomizzatore di antiparassitari e fitofarmaci ad un frutteto di pere vicino all’abitazione del denunciante.

Il 4 aprile, poco prima delle dieci di sera, con le stesse modalità è stato eseguito un nuovo trattamento.

Lo stesso avveniva l’11 e il 12 aprile: proprio quel giorno il denunciante ha realizzato un video nel quale ha documentato la mancata esposizione dei cartelli dei prodotti utilizzati nei trattamenti come previsto dalle norme e il rumore continuo emesso dal trattore di traino e dell’atomizzatore in orari di riposo, soprattutto nei fine settimana. Nel mese di maggio il vicino di casa ha realizzato un nuovo video sullo sfalcio dell’erba effettuato senza che fossero rispettati i tempi minimi di rientro delle sostanze previsti dalla normativa, che sono 48 ore.

Sempre secondo le accuse sarebbero stati effettuati anche a tarda ora e in presenza di un forte vento.

La mattina del primo giugno di quest’anno, denuncia il padre, mentre il figlio piccolo stava giocando in giardino, ha avuto un’improvvisa crisi respiratoria con nausea e vomito. Da qui la decisione di portarlo in Pediatria all’ospedale di Pieve di Coriano, dove il problema alla fine è stato risolto. I sanitari, se da un lato non hanno escluso una potenziale riconducibilità ai trattamenti, dall’altro hanno evidenziato che in assenza del nome e della tipologia del trattamento irrorato, non potevano accertare nulla. Per questo il denunciante ha scritto una lettera all’imprenditore agricolo e al Comune. Nessuna risposta e i trattamenti sono proseguiti. Il 6 luglio si sente male anche il padre del bambino: bruciore in gola e difficoltà di respiro. Sei giorni di riposo ma problema non risolto. Il denunciante lamenta di non essere più in grado di stare all’aperto con il figlio e sospetta che anche l’acqua possa essere contaminata. Tra i reati ipotizzabili il getto pericolo di cose e il disturbo della quiete pubblica.

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