Poggio Rusco: niente soldi post-sisma per villa Vincenzino, Zacchi studia il piano bis

Il progetto di un immobiliarista per trasformare l’edificio in residenza non si può fare. Il Comune pronto a scendere in campo anche acquistandola

POGGIO RUSCO . Il progetto di recupero di villa Vincenzino utilizzando i fondi del recupero post- sisma è saltato. L’edificio non rispetta i criteri previsti per poter essere finanziato con i soldi post-terremoto (i cosiddetti piani organici), come inizialmente era sembrato, e ora dal municipio si pensa a una soluzione alternativa.

Per capire la vicenda occorre tornare indietro di qualche tempo. Alla fine di agosto 2019 era stato ufficializzato che la villa in rovina sarebbe stata sistemata da un immobiliarista originario di Schivenoglia che l’aveva comprata. L’intento era di realizzare alcune residenze. Restava ancora da stabilire se si sarebbe trattato di un recupero o di una demolizione e ricostruzione.


Il progetto era stato inserito nei piani organici, in quanto prevedeva un accordo tra il privato e il Comune. Le abitazioni ricavate sarebbero state affittate a canone concordato per un minimo di cinque anni. Il contributo sisma sarebbe stato proporzionale al tempo per cui la proprietà avrebbe mantenuto tale canone agevolato: avrebbe coperto dal 50% dei costi fino al 90%, proporzionalmente al numero di anni successivi ai cinque pattuiti.

Questo era il disegno, ma tutto è saltato perché cozzava con l’ordinanza del commissario delegato che stabilisce i criteri per finanziare i progetti inseriti nei piani organici, la 401. I criteri sono quelli previsti dalle ordinanze che regolano la ricostruzione privata. In particolare a villa Vincenzino manca un requisito fondamentale: le ordinanze sanciscono che le abitazioni, per ricevere il contributo, dovevano essere agibili prima del terremoto. Nulla di fatto: la villa era già decrepita molti anni prima del 2012.

Il Comune ha tentato di intercedere con la struttura commissariale, eccependo che lo spirito dei piani organici è proprio quello di recuperare edifici fatiscenti nei centri storici e promuovere operazioni di riqualificazione urbana per rivitalizzarli. Ma il comitato tecnico scientifico, organo consultivo della struttura, è stato irremovibile.

Ma l’amministrazione non si arrende, ci sono già stati contatti con l’attuale proprietario dell’immobile per promuovere il recupero. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi dell’acquisizione da parte del Comune. Il recupero, in questo caso, verrebbe poi attuato attraverso la candidatura del progetto a eventuali bandi anche dedicati ai beni culturali. A breve ci sarà un nuovo incontro con la proprietà per capire quale via percorrere.

«Il nostro obiettivo – dice il sindaco Fabio Zacchi – è quello di recuperare la villa. Ci abbiamo provato con il piano organico ma non è andata. Vogliamo chiudere la vicenda anche senza i fondi sisma. Capiremo se sarà il privato a occuparsene o se lo farà il Comune». 

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