A Mantova le tute blu in lotta per il contratto, la Fiom: scioperi e assemblee

Proteste spontanee negli stabilimenti Marcegaglia, Comer e Zanotti. Massari: «Difendiamo il potere di acquisto dei salari e non molliamo»

 

MANTOVA. Una seconda ondata di scioperi è in arrivo in molte aziende mantovane del settore metalmeccanico, dopo che Federmeccanica il 7 ottobre ha fatto saltare il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale della categoria. Scioperi spontanei già iniziati nelle scorse settimane in preparazione della mobilitazione nazionale e unitaria del 5 novembre, a un anno esatto dalla piattaforma presentata dai sindacati.

«Già nei giorni scorsi - spiega Marco Massari, segretario provinciale di Fiom Cgil - dopo la rottura delle trattative con Federmeccanica, abbiamo avuto i primi scioperi spontanei in alcune importanti aziende del territorio, come Marcegaglia, i cui operai erano già stati da noi informati su quel che stava succedendo e per questo la reazione alla posizione di Federmeccanica è stata immediata».

Giovedì 15 ottobre ha poi scioperato due ore la Comer di Pegognaga e venerdì 16 è stata la volta della Zanotti, sempre di Pegognaga, e della sede Marcegaglia di Contino a Volta Mantovana (quattro ore), senza dimenticare che «l’8 ottobre - prosegue Massari - al termine del Comitato centrale Fiom e dopo la riunione con Fim e Uilm, abbiamo annunciato lo stato di agitazione con il blocco degli straordinari e della flessibilità e due ore di sciopero prevedendo anche un'assemblea da realizzare prima del 5 novembre».

Insieme a Fim e Uilm «stiamo preparando una serie di tappe di avvicinamento – annuncia il sindacalista – In agenda abbiamo una serie di assemblee, convocazioni di attivi e direttivi con i delegati delle tre organizzazioni sindacali. Da parte dei lavoratori abbiamo avuto una buonissima risposta. Hanno capito la necessità delle nostre rivendicazioni. Abbiamo detto no all'idea di Federmeccanica di legare gli aumenti salariali all'indice di inflazione depurato dai costi energetici (Ipca) perché si perderebbe potere d'acquisto a danno dei lavoratori e dell'economia».

Inoltre «abbiamo avuto segnalazioni - conclude il segretario provinciale Fiom - che alcune aziende mantovane legate a Federmeccanica sono scontente della linea di quest'ultima, che ha portato al blocco degli straordinari e della flessibilità con ripercussioni sul lavoro a fronte di diversi ordini. Vedremo se Federmeccanica capirà il messaggio. Noi non molliamo di un centimetro».

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