Comuni e Regione Lombardia: sì al coprifuoco. Da giovedì tutti in casa dalle 23 alle 5

Attesa il 20 o il 21 ottobre l’ordinanza del governatore. Palazzi: garantiamo le attività economiche e la vita sociale

MANTOVA. Coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì e chiusura nei weekend della media e grande distribuzione non alimentare. Sono le due misure concordate dalla Regione, dai sindaci dei capoluoghi lombardi e dai capigruppo di maggioranza e opposizione al Pirellone e caldeggiate dal Comitato tecnico scientifico lombardo. Alla base della decisione di inasprire le misure contenute nel Dpcm di Conte ci sono «la rapida evoluzione della curva epidemiologica» e la previsione dei tecnici regionali secondo cui «al 31 ottobre potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4mila in terapia non intensiva». L’ordinanza di Fontana è attesa il 20 o il 21 ottobre ore dopo che il governatore lombardo ne avrà parlato con il ministro della salute Speranza.

«Abbiamo trovato il punto di sintesi sulle misure da adottare - spiega il sindaco Mattia Palazzi dopo due ore di confronto via streaming - Ci siamo trovati tutti d’accordo su provvedimenti che garantiscono le attività economiche e la vita sociale e compie un passo in più rispetto al Dpcm perché la situazione lombarda lo merita». La decisione di convergere su misure più restrittive rispetto a quelle decretate dal governo deriva dalla velocità di diffusione del contagio in Lombardia, pur se diversa da provincia a provincia. «I dati relativi a contagi e ricoveri sono in crescita in tutta la Lombardia - dice Palazzi, ma in alcune province sono allarmanti e in altre ancora no. Noi siamo in questa seconda categoria, ma non vanno sottovalutati anche perché in questa seconda ondata il virus sta colpendo una fascia d’età più giovane. Ciò vuol dire aumentare le possibilità di contagio perché i giovani hanno più contatti rispetto ad una persona anziana».


Sulle misure concordate Palazzi mantiene il più stretto riserbo. Secondo una nota di Lombardia news, l’agenzia di stampa della Regione, i sindaci hanno concordato sullo stop di tutte le attività e degli spostamenti nell’intera Lombardia dalle 23 alle 5 a partire da giovedì 22 ottobre. Sono esclusi gli spostamenti «eccezionali», quelli cioè che alla base abbiano motivi di salute, di lavoro e di comprovata necessità (come è stato durante il lungo lockdown della primavera scorsa). Alcuni sindaci avevano spinto per anticipare il coprifuoco alle 21, ma dopo un’accesa discussione la mediazione è stata trovata sulle 23. È stata anche condivisa l’ipotesi della chiusura, il sabato e la domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità.

«Non prenderemo misure repressive, ma solo preventive e di buon senso affinché la città sia vissuta in modo controllato e sicuro». Così parlava il sindaco Mattia Palazzi sullo spostamento del mercato del giovedì dal centro al Te, domenica scorsa in attesa del decreto del presidente del consiglio dei ministri. Il giorno dopo la posizione non è cambiata. Soprattutto dopo che dal decreto, nella notte, in seguito alla levata di scudi dei primi cittadini è sparita la facoltà per i sindaci di ordinare il coprifuoco nelle loro città e paesi. Il Comune, per ora, di fronte al dilagare del virus intende agire di suo sui mercati settimanali, tant’è che l’assessore alle attività produttive Iacopo Rebecchi, ha incontrato ieri gli ambulanti del giovedì e presto farà altrettanto con quelli dei tre mercati contadini di piazza Broletto, piazza Martiri e Borgochiesanuova.

Continueranno, nel frattempo, i controlli della Polizia locale in città sul rispetto delle norme regionali e statali. «Dobbiamo - dice Palazzi - sensibilizzare la gente e soprattutto i più giovani ad utilizzare la mascherina. Per questo gli agenti continueranno a tenere d’occhio la stazione ferroviaria e i passanti dei bus dove c’è la maggior concentrazione di studenti». Nei weekend saranno incrementati i controlli sui locali della movida: «Abbiamo già stanziato i fondi per il lavoro straordinario degli agenti - annuncia Rebecchi, che ha anche la delega alla Polizia locale -. Finora i locali hanno rispettato la normativa».
 

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