In una settimana positivi raddoppiati a Mantova. E il Poma aumenta i posti letto Covid

Altri ricoveri: Rianimazione e Utir verso l’ampliamento. I degenti quasi una trentina. L’incidenza sui tamponi: 5,6%

MANTOVA. L’allarme letti di terapia intensiva lanciato ormai a livello nazionale, con una decina di Regioni già in affanno, al momento sembra non toccare da vicino gli ospedali mantovani che hanno ancora un certo margine di manovra per programmare l’attività di ricovero di pazienti gravi affetti da coronavirus.

Ieri è stato aggiunto un letto alla Rianimazione del Carlo Poma e attualmente sono cinque i posti Covid e tutti occupati. Ma l’ospedale di strada Lago Paiolo ha già attivato da giorni anche altri cinque letti in Unità di terapia subintensiva respiratoria Covid (numero che potrà essere esteso fino a 13) e due posti di osservazione semintensiva in pronto soccorso. In una eventuale fase evolutiva sono previsti anche altri quattro letti di rianimazione Covid all’ospedale di Borgo Mantovano.



Attualmente i pazienti ricoverati per coronavirus al Carlo Poma sfiorano la trentina: cinque nella Rianimazione diretta dal primario Gian Paolo Castelli , cinque in Utir guidata dal primario Giuseppe De Donno (reparto pieno) e almeno diciotto al Malattie Infettive del primario Salvatore Casari.

Ma fino a dove si può spingere il Poma nell’allestimento di letti di terapia intensiva? Facciamo un passo indietro e vediamo quanti erano i posti attivati durante la prima ondata. Tra marzo e aprile l’ospedale era riuscito ad aprire 29 letti di terapia intensiva, un numero che in caso di necessità può essere riproposto anche nella seconda ondata in via progressiva, passando da 4 a 8 a 13 e infine a 29, tutti Covid. In totale la rianimazione del presidio di Mantova potrebbe arrivare ad ospitare anche 32 pazienti.Calcoli e previsioni che l’unità di crisi sta facendo in queste ore alla luce dell’incremento rilevante dei numero dei contagi a livello nazionale.

E a questo punto è quindi d’obbligo un’analisi su quanto avvenuto dai primi giorni di settembre. Nella settimana dal 7 al 13 settembre i positivi erano stati 67, nelle successive la sequenza era stata la seguente: 49 dal 14 al 20 settembre, 43 dal 21 al 27 settembre, 42 dal 28 settembre al 4 ottobre. Un andamento che per un attimo aveva fatto ben sperare, ma poi è successo quello che è sotto gli occhi di tutti e cioè la risalita dei contagi.

La settimana dal 5 all’11 ottobre ha fatto registrare l’impennata con 107 nuovi contagiati e l’ultima appena terminata ha totalizzato 225 nuovi positivi, più del doppio, e poco meno di quanto registrato a fine aprile (235) quando anche in provincia di Mantova i dati avevano iniziato a scendere in questa sequenza: 117, 46 (prima settimana di maggio), 31, 30 e 27 (fine maggio).

Un altro dato da considerare per avere un quadro più completo sul grado di diffusione del virus è l’incidenza sul numero dei tamponi.

A livello nazionale gli ultimi giorni hanno fatto registrare un 6,5% (17 ottobre) e un 8% (18 ottobre). La provincia di Mantova nell’ultima settimana si attesta intorno al 5,6% (4mila tamponi e 225 positivi), quindi con una percentuale inferiore alla media nazionale.




 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi