Rinnovare il pass diventa un’odissea, Aster nel mirino

La segnalazione: tra difficoltà online e uffici aperti soltanto al mattino. "E quando sono andata dopo essermi presa un permesso erano in assemblea"

MANTOVA. È stata una vera e propria odissea, per una pendolare, rinnovare il pass per la sosta in città. Tra difficoltà a farlo online, l’apertura degli uffici Aster solo al mattino e, ciliegina sulla torta, un’assemblea sindacale proprio nel giorno in cui aveva preso un permesso dal lavoro, per riavere quel permesso ha impiegato un mese.

«E in attesa - spiega arrabbiata Sabrina Variati, residente a San Giorgio e dipendente di un’azienda in città - mi sono sorbita quattro chilometri a piedi tutti i giorni per raggiungere il posto di lavoro da dove riuscivo a parcheggiare l’auto, e poi tornare».


Ce l’ha con Aster come società, «non con i dipendenti, che non hanno colpe e sono diligenti», che accusa di «voler fatturare tanto e lavorare poco». Sicuramente non sarà così, ma l’esperienza personale porta la signora a pensarlo. «Io ogni mese oppure tre - racconta - devo rinnovare il mio pass da 20 euro per parcheggiare in città. Aster consiglia di farlo online, ma non tutti hanno il computer e una carta di credito. Io non ho né l’uno né l’altra. Mi sono fatta aiutare da un’amica, ma ho trovato problemi con la password. Ho dovuto, quindi, telefonare per farmene dare un’altra, ma anche questa volta invano. Alla fine mi sono decisa ad andare allo sportello. L’ufficio di via San Giorgio, però, apre solo alla mattina dalle 8 alle 12, per cui io che lavoro negli stessi orari ho dovuto prendermi un permesso. Quando, però, sono arrivata là alle 11 ho trovato l’unica impiegata che mi ha detto che stava chiudendo perché aveva un’assemblea sindacale. Morale, ho dovuto andarmene infuriata». La signora si è recata, quindi, negli uffici di Aster a Borgochiesanuova, «dove però non rinnovano i pass»; qui il personale l’ha aiutata con la password e, finalmente, dopo un mese le sue peripezie sono finite e ha potuto rinnovare il pass: «Sono già terrorizzata al solo pensiero che a dicembre mi scadrà...».

Tutto questo suggerisce a lei, che si sente «vittima di un’ingiustizia», altre riflessioni: «Aster dovrebbe potenziare il personale agli sportelli perché quello che è capitato a me è capitato anche a molti altri, solo che io ci metto la faccia. In via San Giorgio mi sono ritrovata in fila con molte persone: visto il periodo di Covid dilagante, ho sentito tanti lamentarsi». Poi, non può non ricordare le «difficoltà che il Comune ha creato ai lavoratori pendolari da quando ha deciso di mettere a pagamento i posti auto sul lungolago» e il fatto che durante il lockdown «a Mantova non è stato concesso di parcheggiare gratuitamente come è successo in altre città, un’ingiustizia». «Senza parlare - conclude rivolta al Comune, proprietario al 100% di Aster - delle vie in condizioni disastrose dove siamo costretti a sostare, e per giunta a pagamento. Mi riferisco, nel mio caso, alla zona di via Porto, anche se ora ho visto che qualche lavoro è stato fatto». Uno sfogo già sentito da altri il suo, che Sabrina spera sia utile «per far cambiare le cose».
 

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