Materiali irregolari: la Procura mette i sigilli al cantiere

L’area produttiva comprata all’asta dalla Rabbi di Valeggio. Martedì il blitz della polizia locale che ha eseguito il sequestro

MARMIROLO. Sigilli al cantiere della Rabbi scavi di Marmirolo. Su disposizione della Procura di Mantova, la polizia locale intercomunale martedì ha sequestrato il cantiere dell’area produttiva sulla strada per Marengo, di fronte alla deviazione per Massimbona. Un sequestro probatorio, con l’obiettivo di cristallizzare la situazione in attesa di ulteriori verifiche che verranno svolte con Comune, Provincia e Arpa. L’ipotesi, scaturita da sondaggi effettuati nelle ultime settimane, è che nel cantiere, che si occupa del recupero di materiali primari e secondari da riciclare, siano stati lavorati materiali che non erano quelli descritti nelle autorizzazioni.

Questi materiali, destinati al riutilizzo dopo il recupero, e al momento ritenuti non inquinanti, sarebbero stati trovati nel sottosuolo.


Dopo i primi esiti delle verifiche dell’ufficio tecnico del Comune di Marmirolo, martedì è stata informata la polizia locale, che ha fatto immediata segnalazione alla Procura. E immediata è stata la risposta degli uffici di via Poma, che ha ordinato il sequestro penale probatorio.

Il cantiere, che dovrebbe aprire la strada ad un impianto di trattamento inerti, è di proprietà della Rabbi scavi di Valeggio sul Mincio, che ha acquistato due anni fa l’intera area all’asta per il fallimento per 9,5 milioni di euro della Marmirolo Porfidi, la società con sede a Gardolo, in Trentino, finita nell’inchiesta “Perfido” sulle infiltrazioni della ’ndrangheta in Trentino che ha visto coinvolte 24 persone tra gli arrestati e gli indagati. —


 

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