In Lombardia didattica a distanza per le superiori, ma i sindaci del Mantovano contestano

Confermato da oggi (giovedì 22 ottobre) il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino. Chiusi nei fine settimana i centri commerciali non alimentari

MANTOVA. Dopo due giorni di polemiche, scontri, pressioni politiche e proposte alternative, ieri è arrivata l’attesa ordinanza firmata del governatore Attilio Fontana e dal ministro della salute Roberto Speranza, che blinda da oggi e fino al 13 novembre tutta la Lombardia dalle 23 alle 5. In una seconda ordinanza, questa volta firmata solo da Fontana ma condivisa con i sindaci dei capoluoghi lombardi, compare, a sorpresa, la didattica a distanza, per quelle scuole superiori che sono pronte, a partire da lunedì prossimo.

LA MAPPA DEI CONTAGI DI CUI ABBIAMO AVUTO CONFERME NELLE SCUOLE MANTOVANE

Nell’ordinanza, infatti, che scadrà sempre il 13 novembre, si legge che «le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare, dal 26 ottobre, il pieno svolgimento della didattica a distanza per le lezioni, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali».

Quelle che non sono in grado dovranno attrezzarsi per farlo in breve tempo. Le attività di laboratorio potranno, invece, essere svolte in presenza, mentre ai dirigenti scolastici viene inoltre raccomandato di differenziare gli ingressi nelle classi. In serata arriva, però, la nota del presidente dell’Anci Lombardia, Mauro Guerra, che lascia trasparire un certo dissenso, almeno sul fronte del metodo, dei Comuni sulla misura che riguarda le superiori. «Insieme ai sindaci delle città capoluogo - spiega Guerra in un comunicato - Anci Lombardia ha chiesto al presidente Fontana una riunione urgente per un ulteriore approfondimento e confronto sulla parte dell’ordinanza relativa alla didattica a distanza per le scuole superiori. Con il presidente Fontana abbiamo cosi concordato un incontro per domani (oggi, ndr)».

Pare che nella riunione di lunedì scorso tra il governatore e i sindaci, nel corso d ella quale era stato raggiunto l’accordo su coprifuoco e chiusure dei centri commerciali, l’argomento scuola non fosse nemmeno stato sfiorato. «Sulla didattica a distanza - commenta il sindaco Mattia Palazzi - il sottoscritto e altri sindaci non sono d’accordo e l’ordinanza regionale su quel punto non rispecchia l’orientamento espresso dai sindaci capoluogo. Per questo abbiamo chiesto incontro urgente al presidente Fontana per chiedere di modificare quella parte, a maggior ragione oggi che il governo ha stanziato 360 milioni in più per il trasporto scolastico».

«È grave la decisione della Lombardia di imporre solo la didattica a distanza per le scuole superiori. Il governo ha dato la possibilità di riorganizzare gli ingressi a scuola in orari scaglionati e integrare l’attività didattica in presenza con quella a distanza. La sola didattica a distanza non può essere una soluzione. Non lo è oggi impedire ai nostri giovani di avere uno spazio per loro necessario di confronto, di relazione e di tutela del loro diritto allo studio e all’educazione. Che si parta chiudendo la scuola è una scelta miope e non all’altezza di un Paese che vuole ripartire mettendo al centro le nuove generazioni». Sono le riflessioni che il ministro alle Pari opportunità e alla famiglia Elena Bonetti ha affidato a Facebook.

Da oggi intanto scatta il coprifuoco anti-Covid che farà stare tutti i lombardi in casa per quasi un mese dalle 23 alle 5, una misura estrema per cercare di rallentare la diffusione del virus. Da questa sera saranno consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza oper motivi di salute. In ogni caso, sarà consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza. Tornerà anche lo spetto dell’autocertificazione, i moduli da compilare che c’erano in pieno lockdown, per motivare le eventuali uscite fuori orario. Per i trasgressori si profilano multe che andranno dai 400 ai 3mila euro. Il coprifuoco fa parte di un’ordinanza a sé stante. Le altre misure, compresa la chiusura dei centri commerciali non alimentari per i fine settimana, sono state inserite in un’altra ordinanza che comprende anche le nuove direttive per le scuole superiori.

«Nelle giornate di sabato e domenica - si legge nell’ordinanza - è disposta la chiusura delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti nei centri commerciali». La disposizione, però, viene specificato che non si applica alla vendita di «generi alimentari, alimenti e prodotti per animali domestici, prodotti cosmetici e per l'igiene personale, per l'igiene della casa, piante e fiori e relativi prodotti accessori, nonché alle farmacie, alle parafarmacie, alle tabaccherie e rivendite di monopoli». Appare, invece, nell’ordinanza la chiusura di bar e ristoranti alle 23. «Le attività degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande - si legge - sia su area pubblica che su area privata (fra cui, a titolo esemplificativo, bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi, bar mobili) sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 23, con consumo al tavolo, e con un massimo per tavolo di sei persone (in tale numero non sono computati conviventi e congiunti), e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo». È consentita, invece, la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica in supermercati e enoteche che non fanno somministrazione dalle ore 18 alle ore 5.

Alle società dilettantistiche, pur rimanendo il blocco dell’attività agonistica, viene consentito di svolgere allenamenti individuali per gli sport di contatto. Il Pirellone dice sì alle fiere svolte in appositi centri fieristici e no alle sagre in piazza. —
 

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