L’allarme di Stradoni: servono più posti letto a Mantova

Il direttore generale dell’Asst Poma mostra i grafici con i contagi in aumento. «Situazione sotto controllo». E intanto stop alle ferie del personale non medico



MANTOVA. «La situazione contagi sta rapidamente peggiorando, non dobbiamo abbassare la guardia ma ci serve l’aiuto del territorio». Il direttore generale di Asst Mantova, Raffaello Stradoni, via Facebook nel punto settimanale della situazione pandemica locale, lancia l’allarme Covid anche nel Mantovano e invita a rispettare le misure minime di prevenzione come l’uso delle mascherina, il lavaggio frequente delle mani e il distanziamento sociale. Nel frattempo, tutta l’Asst sta lavorando con impegno per riorganizzarsi in modo da fronteggiare sempre meglio l’avanzata del virus.


«Dal punto di vista epidemiologico – dice il direttore – siamo in una fase di crescita dei contagi e speriamo che le recenti misure varate dalla Regione possano dare i loro frutti e li abbassino. C’è pressione sui nostri ospedali che ora, però, siamo in grado di contenere anche se con qualche difficoltà sui subacuti. Presto, poi, migliorerà la nostra capacità di individuare, con i tamponi, i malati sul territorio ed evitare che si allarghino i focolai».

Insomma, qualche motivo di ottimismo c’è, seppure in una situazione che «in particolare a Milano sta peggiorando» ricorda Stradoni. «Anche noi – precisa – cominciamo ad andare in difficoltà con i posti letto al Poma. Abbiamo riaperto aree per posti letto Covid sia in terapia intensiva che in terapia subintensiva. Abbiamo aumentato la capienza di posti letto per le degenze ordinarie e anche per i subacuti».

Stradoni fa una promessa: «Continueremo a garantire tutte le prestazioni, anche se dovremo rivedere i livelli di attività chirurgica perché se aumentano i ricoveri in terapia intensiva dovremo assicurare il personale necessario». Ricorda che da ieri è stata ridotta l’attività chirurgica nell’ospedale di Pieve «per garantire l’incremento dell’attività a Mantova e l’apertura di altri posti letto Covid».

Stradoni insiste su una «preoccupazione», quella generata dalla carenza di posti letto per subacuti. «In alcune Rsa – spiega – sono scoppiati dei focolai e i pazienti, anche se asintomatici, devono essere ricollocati. E la collocazione principale sono le aree per subacuti. Abbiamo aperto posti letto per subacuti, ma ne servono di più. Abbiamo fatto un incontro con soggetti pubblici e privati e abbiamo trovato la loro disponibilità. Speriamo che possa essere operativa il prima possibile».

Mostra, poi, dei grafici che, con i dati reali e con le simulazioni, evidenziano «la curva epidemiologica in crescita». Con i positivi che aumentano di numero c’è il rischio di intasare gli ospedali: «I malati di Covid – ammonisce il direttore – necessitano di ricoveri lunghi e ciò condiziona la capienza». Tuttavia, «la situazione è abbastanza controllata» tiene a precisare Stradoni. Che lancia anche messaggi rassicuranti circa la capacità dell’ospedale Carlo Poma di migliorare nell’individuazione dei malati.

«La settimana prossima – annuncia – arriveranno le macchine per i tamponi rapidi che velocizzeranno la diagnosi dei pazienti che arrivano nei pronto soccorso. Arriveranno anche tamponi rapidi che potremmo utilizzare per il nostro personale, anche se non abbiamo ancora deciso. Inoltre, alla fine della prossima settimana o ai primi di novembre al massimo arriveranno anche tamponi rapidi per le scuole».

La direzione dell’Asst ha disposto il blocco delle ferie del personale sanitario del comparto (quello non medico) per il mese di novembre, con possibilità di rinvio anche per dicembre in caso in cui la situazione contagi dovesse peggiorare. Ai vari responsabili infermieristici verrà chiesto di valutare eventuali deroghe.
 

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