Da anni bastonava e minacciava la sorella disabile: arrestata dai carabinieri ad Asola

La donna voleva la casa tutta per sé. A riferire dei lividi sul corpo della vittima è stata un'operatrice dei servizi sociali, poi il Comune ha segnalato il caso alla Procura

ASOLA. Da anni torturava la sorella disabile, costretta su una sedia a rotelle, perché lasciasse la casa di famiglia. Minacce, percosse e violenze che la vittima ha taciuto, e avrebbe continuato a tenersi dentro, se un’operatrice assistenziale, incaricata dai servizi sociali del Comune di Asola, non avesse riferito dei lividi che le chiazzavano il corpo. Dal Comune è quindi partita la segnalazione alla Procura e il 24 ottobre è scattato l’arresto della sorella “strega”, effettuato dai carabinieri su ordine del giudice per le indagini preliminari Gilberto Casari.
 
La vittima delle violenze, disabile dalla nascita, divideva l’appartamento con i genitori anziani e la sorella, che, secondo quando ricostruito, da quattro anni la torturava in ogni modo per convincerla ad accettare il trasferimento in una struttura per disabili. Riferiscono i carabinieri di violenze carnali e psicologiche: quasi quotidianamente, approfittando dei momenti di assenza dei genitori, la strega ha continuato a minacciare di morte la sorella e,  «mortificandola con ripetuti epiteti ingiuriosi, ha spesso usato un bastone in legno per percuoterla».
 
Una tragica storia familiare destinata a un finale terribile, se l’operatrice dei servizi sociali non avesse riferito dei lividi e il Comune non avesse messo in moto la procedura prevista dalla normativa del “Codice rosso”, per la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. «Grazie al rapporto di stima e fiducia che si era creato fra le due donne, la vittima ha calato il muro della paura e ha confidato le vessazioni» riferiscono i carabinieri, che hanno accolto in caserma la donna disabile.
 
Il tutto si è svolto rapidamente, come prevede la legge: in meno di ventiquattro ore i militari dell’Arma hanno fornito al pubblico ministero un’informativa di reato dettagliata, sollecitando l’arresto della sorella violenta. Richiesta sposata e inoltrata al giudice per le indagini preliminari. Nel frattempo, la vittima è stata accompagnata in una struttura per disabili, dove i servizi sociali si sono occupati dell’organizzazione logistica e del sostegno.
Nonostante le restrizioni che il Covid impone,  i carabinieri informano che «continueranno nel trasmettere, in modalità timing a mezzo dei canali social del Comune di Asola, notizie utili a prevenire e reprimere i fenomeni di violenza domestica invitando, tutti i cittadini, interessati e non, a segnalare ogni situazione ritenuta pericolosa».
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