Mantova, didattica a distanza solo a metà: poche le scuole dove scatta al 100%

Applicata a macchia di leopardo l’ordinanza Fontana. Tutti a casa al Giulio Romano e al Mantegna. In controtendenza il D’Arco-D’Este: lezioni online soltanto una settimana al mese

MANTOVA. No, non tutti gli studenti delle superiori mantovane saranno a casa. Sono pochi gli istituti che domani saranno in grado di applicare alla lettera l’ordinanza del presidente della Regione, Attilio Fontana, che prevede la didattica a distanza (Dad) totale in tutti gli istituti secondari di secondo grado salvo consentire le attività in presenza per le ore di laboratorio e per gli studenti certificati.

La didattica totale scatta ad esempio all’istituto Mantegna, al Sanfelice di Viadana e al liceo artistico Giulio Romano (e il Dal Prato di Guidizzolo), tranne i laboratori. Nella maggior parte dei casi, gli istituti applicheranno una Dad a un parte degli studenti (in genere attorno al 50%). C’è poi chi andrà sicuramente molto al di sotto di questa soglia. Al D’Arco-D’Este, addirittura, le classi alterneranno una settimana di didattica a distanza a tre settimane di lezioni in presenza. Vengono però escluse le quinte, le classi dei licei musicale e coreutico e altre quattro classi che svolgeranno sempre lezioni in presenza.


Scuole come Fermi, Virgilio, Bonomi Mazzolari e Falcone hanno predisposto piani per lasciare a casa circa la metà degli studenti. Il Greggiati di Ostiglia, riferisce il vice preside Roberto Ferrari, «applica dal primo giorno la Dad per il 30% delle classi ma stiamo progressivamente aumentando quelle coinvolte». Al Manzoni di Suzzara «puntiamo ad applicare la Dad per l’80% circa degli studenti a partire dai primi giorni della settimana entrante» spiega la dirigente Paola Bruschi.

Al Gonzaga di Castiglione ci sono problemi con le connessioni. «Noi abbiamo sempre fatto tutte le lezioni in presenza e ora ci siamo organizzati per avere una parte delle classi in Dad da lunedì – dice le preside Leontina Veliana Di Claudio – purtroppo la scuola aveva già problemi con la rete e avremo grosse difficoltà a connettere quasi mille studenti. Stiamo ancora attendendo l’intervento di potenziamento della Provincia».

«Il termine di conclusione dei lavori nelle scuole che hanno richiesto interventi – spiega il consigliere provinciale delegato Francesca Zaltieri – è l’11 dicembre perché il rendiconto del progetto è da rendere al ministero entro il 31 dicembre. Le situazioni delle scuole sono diverse: alcune pronte e attrezzate altre lo erano meno. La Provincia ha deciso di privilegiare la connessione rispetto a interventi edili ritenendo prioritaria la messa in sicurezza della didattica prevedendo la possibilità di un lockdown da seconda ondata. Certo ci misuriamo con esigenze di posa di fibra che va da uno a quattro chilometri, quindi sottoservizi e anche forniture per connessione interna alle scuole (firewall e rec etc) che ci devono arrivare dalle ditte produttrici». 
 

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