Mantovana sfugge all’incendio che ha devastato il Kilimanjaro

Valentina Della Rocca partecipava alle riprese di un documentario in Africa. «In marcia dodici ore (28 km) per non rimanere intrappolati dalle fiamme» 

MANTOVA. Una discesa di 28 chilometri partendo da 4mila metri di quota; quasi dodici ore filate di marcia forzata per sfuggire al devastante incendio scoppiato sul Kilimanjaro, la più alta montagna dell'Africa dove la mantovana Valentina Della Rocca stava partecipando alle riprese di un film documentario della regista Guia Zapponi, anche lei di origine mantovana. Alla fine tutto è andato per il meglio. Tanta paura e stanchezza. E la consapevolezza, da un lato della forza della natura, e dall’altro dei legami di solidarietà nei momenti di pericolo.

Valentina, mantovana, ha studiato al liceo linguistico spostandosi poi a Bologna: laurea triennale in storia, culture e civiltà orientali e poi studi in egittologia e vicino oriente all’Università di Pisa con laurea specialistica. La sua passione l’ha portata all’estero da subito: Oman, Egitto, India, Usa fino a Dubai, dove oggi vive mentre la famiglia – il papà Fulvio è stato capo di gabinetto della questura di Mantova e infine questore di Roma e vice capo della Polizia di Stato – è rimasta nel Mantovano.


Guia Zapponi, attrice e regista, è invece milanese con solide radici mantovane dove sono nati il padre Gustavo e la mamma Vanna Mantovani. Lo zio Marco Mantovani è un ex giornalista della Gazzetta di Mantova. Guia e Valentina si sono incontrate casualmente all’ultima mostra del cinema di Venezia. Fra loro è nata un’amicizia.

«Mi è parso naturale coinvolgerla nel film documentario che sto girando, Soul travel, le cui prime riprese sono state fatte a settembre proprio a Mantova – spiega la regista – poi ci siamo spostati in Tanzania. Il film racconta di come il viaggio possa cambiare le persone, un parallelo della vita».

Nessuno si aspettava quello che poteva diventare una tragedia. Un devastante incendio della foresta scoppiato mentre la troupe, una cinquantina fra portatori, operatori e attori (oltre a Valentina e Guia anche Giovanni Sada, vincitore di X Factor 2015 e Federico Piffaretti) era sulla montagna. Mentre il denso fumo e le fiamme si avvicinavano ai campi risalendo le pendici, la troupe ha dovuto prendere la decisione. «Gli elicotteri non potevano volare, dovevamo farcela solo con le nostre gambe – racconta Valentina – così siamo scesi dai 4mila metri dove eravamo per evitare di essere intrappolati dal fuoco». Una camminata a passo veloce di 28 chilometri mentre il fumo saliva. Fino a raggiungere, ormai al buio, la foresta tropicale, alle 8 e mezza di sera. Una scelta provvidenziale: il giorno seguente le fiamme avevano avvolto i campi alti. «Ora siamo a casa, tutti in quarantena – conclude Guia – ma ci è rimasta la sensazione della solidarietà che si crea nei momenti di pericolo. Che per me, per il periodo che viviamo, è un messaggio di speranza ». 


 

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