Mantova e turismo, gli albergatori: arrivano tante disdette, come se ci avessero chiusi

La protesta della categoria contro il decreto del governo: ci penalizza 

MANTOVA. Ufficialmente gli hotel possono restare aperti; il problema è che «ci hanno tolto la clientela con la raccomandazione a non muoversi da casa» afferma senza mezzi termini Gianluca Bianchi, presidente di Federalberghi Mantova aderente a Confcommercio.

La categoria è arrabbiata: «Siamo stati attenti a tutte le misure per prevenire i contagi e poi ci pagano così. Chiudono le nostre strutture e lasciano gli assembramenti sui mezzi pubblici. Incredibile». Una categoria sotto assedio: «Ormai – dice Bianchi – la gente sta annullando tutte le prenotazioni e ci restano solo i clienti che sono qui per motivi di lavoro, ma è ben poca cosa. Rispetto all’anno scorso abbiamo avuto una riduzione di fatturato tra il 70 e il 90%. Urgono aiuti, anche da parte delle autorità comunali».

Guido Castiglioni è il titolare  di Palazzo Castiglioni, la struttura ricettiva di lusso in un edificio trecentesco di piazza Sordello. «Stanno fioccando le disdette sulle poche prenotazioni di novembre – afferma -– Hanno tenuto i musei aperti, ma cosa conta se dopo le 18 tutti i locali sono chiusi? La situazione è preoccupante tanto che è come se avessero chiuso anche gli alberghi». Anche Castiglioni invoca aiuti pubblici, «ma per come è andata la prima volta, non è incoraggiante. Speriamo che adesso gli indennizzi siano più veloci».

Mauro Serafini è il vicepresidente di Federalbeghi, oltre a gestire quattro hotel, il Cristallo a Cerese, il Dunant a Castiglione, il Broletto in città e uno in provincia di Verona: «Da quando è uscito il Dpcm – dice – abbiamo avuto parecchie disdette. Ormai i clienti stranieri non vengono più per non sottoporsi, al ritorno, a due settimane di quarantena. Eppure, abbiamo rispetto tutte le regole, cosa che invece il trasporto pubblico non ha fatto. Vogliono penalizzare una categoria che forse non si è fatta sentire abbastanza».

Ai primi di novembre Serafini avrebbe dovuto aprire l’hotel Broletto, «e invece slitterà. Siamo molto preoccupati e ci sentiamo molto penalizzati». Non va meglio a Gianmaria Sinisgalli di Villa dei Tigli, l’hotel di Rodigo con centro benessere annesso: «Avevamo appena investito molto per garantire tutte le misure di sicurezza e adesso ci costringono a chiudere. Anche da noi le prenotazioni sono state disdette. Noi siamo aperti perché io e mia moglie abitiamo lì, ma i nostri otto dipendenti sono già in cassa integrazione. E rispetto all’anno scorso abbiamo già perso il 60% del fatturato».

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