In sette giorni raddoppiato il numero dei contagiati nel Mantovano

La percentuale dei positivi sul totale dei tamponi è passata dal 5,3 al 10-12%. Ieri 21 nuovi casi. I ricoveri per Covid salgono a 81. L’unità di crisi pronta ad attivare nuovi letti

MANTOVA. Mentre sono stati 21 i nuovi contagi ieri (26 ottobre), la salita dei contagi nel mese di ottobre registrati in provincia di Mantova fa tornare la memoria ai tempi più bui della scorsa primavera, quanto i nuovi positivi contati in un settimana superavano abbondantemente quota 500.

Ed è stato un duro colpo vedere che dal 19 al 25 ottobre la conta ha raggiunto i 502 positivi (contro i 225 della settimana precedente) dato simile a quello dell’ultima settimana di marzo quando i contagiati erano stati 505.



Ma il dato più significativo, al di là dei numeri in valore assoluto, è l’escalation della percentuale di positivi sul totale dei tamponi, cresciuta nei mesi di settembre e ottobre in maniera impressionante: a fine agosto era del 2%, ai primi di ottobre del 3% e a metà ottobre del 5,3%. L’ultima rilevazione, quella della settimana dal 19 al 25 ottobre, ha determinato un’ascesa fino al 10-12%. Una media che fotocopia quella raggiunta nella settimana centrale di ottobre nella fascia dei positivi tra i 18 e i 24 anni, la più alta rispetto alle altre. E questo implica un conseguente aumento anche delle altre fasce, che in media fermavano tutte al di sotto del 3%.

PRIME DIFFICOLTà SUL TRACCIAMENTO

È vero che molti di questi sono pazienti asintomatici, ma è altrettanto vero che al momento il monitoraggio sanitario va fatto anche su chi non manifesta sintomi evidenti per evitare un contagio ancora più esteso.

In questi ultimi giorni il tracciamento da parte del nucleo Malattie Infettive dell’Ats Val Padana, come del resto accade in tutta Italia, inizia a diventare sempre più complesso a causa delle difficoltà di identificare tutti i contatti stretti e meno stretti con i nuovi positivi.

RICOVERI IN OSPEDALE

Intanto da sabato, per fortuna, resta più o meno costante il numero dei ricoverati Covid negli ospedali dell’Asst di Mantova. Erano 79 nelle ultime ore e sono saliti leggermente, a 81. Attualmente tutti i letti dei reparti del presidio Carlo Poma di Mantova, finora messi a disposizione dei pazienti sintomatici colpiti da coronavirus e che necessitano di assistenza ospedaliera, sono stati riempiti: 24 in Malattie Infettive, dieci in Unità di terapia semintensiva respiratoria e quattro in Rianimazione. Gli altri ricoverati sono ad Asola, Pieve di Coriano, Bozzolo e Viadana.

Ieri pomeriggio si è riunita nuovamente l’unità di crisi dell’Asst composta da una trentina di specialisti sanitari e tecnici e non è escluso che possa essere presa la decisione di attivare altri posti Covid.

LE RIPERCUSSIONI SUI REPARTI

Nelle ultime riunioni l’unità di crisi dell’Asst ha ritenuto di dover rivedere il piano ospedaliero e territoriale per quanto riguarda i posti di terapia semi-intensiva di tre categorie di pazienti: cardiologici, neurologici e pneumologici. Questo alla luce dell’alta affluenza registrata negli ultimi giorni. Saranno quindi rivisti i percorsi Covid per operatori sanitari e pazienti nei reparti di Cardiologia, Neurologia e Pneumologia. L’obiettivo è quello di mantenere il più possibile i letti Covid di semi-intensiva all’interno dei reparti con la conseguenza di mantenere operativi anche specialisti e professionisti sanitari sempre nell’ambito dei rispettivi reparti.




 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi