Ora giro di vite sui controlli anti-Covid nel Mantovano

Al coprifuoco si somma lo stop alle 18 per il servizio di ristorazione nei locali: previste sanzioni da 400 a mille euro

MANTOVA. Prima la mascherina, tornata obbligatoria anche all’aperto, poi il coprifuoco lombardo, che congela la circolazione dalle 23 alla 5, e adesso l’ultimo decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che, tra le altre misure, comanda lo stop ai servizi di ristorazione allo scoccare delle 18, salvando consegna a domicilio e asporto. Sono modulati sulla somma e l’incastro di queste disposizioni i controlli pianificati il 26 ottobre, durante la riunione operativa presieduta dal questore Paolo Sartori, con i vertici delle forze di polizia di tutta la provincia e l’assessore del comune capoluogo Iacopo Rebecchi.

«D’intesa con il prefetto Carolina Bellantoni, e traducendo quanto concordato in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sono state fornite indicazioni sul contenuto della nuova ordinanza che ho firmato nel pomeriggio - riferisce il questore -. Ho disposto controlli specifici perché sia verificato il rispetto delle nuove disposizioni e del divieto di circolazione dalle 23 alle 5 in Lombardia». Divieto, quest’ultimo, che, introdotto il 22 ottobre, imporrà il coprifuoco fino al 13 novembre.


Anche se in Regione si è posto il problema di una falla nell’ordinanza firmata dal ministro della salute RobertoSperanza e dal presidente Attilio Fontana: l’inciampo è nel primo comma dell’articolo 2, dove si dice che le disposizione sono efficaci «fino all’adozione di un successivo decreto del presidente del Consiglio dei ministri e, comunque, fino al 13 novembre 2020». “Successivo dpcm” arrivato il 24 ottobre, senza alcun indicazione rispetto a coprifuoco eventuali. Eccola, la falla in punta di legge che, a scanso di sbavature interpretative, la Regione ha deciso di riparare con una nuova ordinanza arrivata nella serata del 26 ottobre. E pazienza per il buco di ieri notte, durante la quale la circolazione è tornata libera per il tempo di sei ore, ma senza la consapevolezza collettiva della circostanza.

In ogni caso, falla o meno, le sanzioni previste per chi sgarra sono salate: da 400 a mille euro, più la chiusura da cinque a trenta giorni dei locali che alle 18 non sospendono il servizio di ristorazione. Domanda: c’è il timore che l’esasperazione delle categorie e il malumore della gente possa innescare proteste violente anche qui a Mantova? «No, non c’è alcuna indicazione in tal senso - assicura Sartori - c’è grande consapevolezza della serietà della situazione».

Intanto per domani 28 ottobre alle 11.30 è in programma un’occupazione pacifica di piazza Sordello da parte di un gruppo di baristi e ristoratori di Fipe Confcommercio. Dissenso composto, tutti fermi, a distanza e in mascherina.

 

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