Bici-point sott’acqua nel parco Il parroco: «Si metta in piazza»

SUZZARA (Riva)

Chi ha deciso di sistemare il bici-point nel parcheggio sotto la trattoria “Argento Vivo” all’interno del parco San Colombano, che con la prima piena stagionale è andato sott’acqua? C’è un palleggio di responsabilità tra il Consorzio Oltrepò Mantovano, che ha ottenuto i finanziamenti europei, e il Comune di Suzzara.


Il motivo? Dal Consorzio fanno sapere di aver posizionato il bici-point nel posto dove si trova ora su suggerimento dell’amministrazione comunale suzzarese, mentre quest’ultima nega di aver mai dato una simile disposizione, dato che è noto il problema delle piene periodiche del fiume Po. E ora chi paga per ripulire dalla melma e mettere in funzione il bici-point?

Il problema era stato sottolineato nel marzo dello scorso anno dall’ex sindaco di Motteggiana e poi ex consigliere di minoranza, Nereo Montanari, e dal geometra Alberto Amista del comitato “Ploner” di Torricella, i quali, dopo la piena, peraltro modesta, dei primi d’ottobre, sono ritornati a Riva di Suzzara per confermare i loro dubbi sul posizionamento del bici-point andato sott’acqua come avevano preventivato.

A togliere le castagne dal fuoco c’è la proposta di don Giorgio Bugada, parroco di Riva, che vorrebbe portare il bici-point davanti all’ex asilo, nella piazzetta dotata già di una fontana e di illuminazione pubblica. «Il bici-point potrebbe essere messo in centro a Riva. Le utenze luce e acqua ci sono già. Siamo sulla rotta della ciclabile 2d Destra Po Eurovelo 8 e sulla strada che porta alla chiesa dedicata a San Colombano. Da qui passa il tratto Venezia-Torino del “camino di Santiago”. In più è in via di costruzione la ciclabile “Vento”. I cicloturisti possono entrare nel Memoriale della Pace che ricorda le 7mila vittime della battaglia di Luzzara del 15 agosto 1702 con tutta la sua storia della guerra di secessione spagnola e possono visitare il parco San Colombano. Purtroppo il paese non ha più la trattoria, un negozio alimentari e una tabaccheria che c’erano un tempo. Dovrebbe essere ravvivato e rivalutato».

Mauro pinotti

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